Ucraina, i bambini e le donne che fuggono dalla guerra sono a rischio di tratta e sfruttamento

Dal 24 febbraio 2022 sono arrivati in Polonia oltre 2,9 milioni di rifugiati in fuga dalla guerra in Ucraina.Le probabilità che i minori e le donne possano essere a rischio di fenomeni come tratta e sfruttamento sono reali. E’ l’allarme lanciato dall’Unicef e da altre organizzazioni come Human Right Watch. 

La guerra in Ucraina sta portando a massicci spostamenti e flussi di rifugiati – condizioni che potrebbero portare a un aumento significativo della tratta di esseri umani e a un’acuta crisi di protezione dei bambini“, ha dichiarato Afshan Khan, Direttore regionale dell’UNICEF per l’Europa e l’Asia centrale. “I bambini sfollati sono estremamente vulnerabili alla separazione dalle loro famiglie, allo sfruttamento e alla tratta. Hanno bisogno che i governi della regione si facciano avanti e mettano in atto misure per tenerli al sicuro“.

Giovedì 7 aprile, il  Parlamento europeo ha adottato una risoluzione che raccomanda una serie di misure necessarie per proteggere i bambini e i giovani in fuga dalla violenza in Ucraina. 

Blue Dots

L’UNICEF e l’UNHCR, in collaborazione con i governi e le organizzazioni della società civile, stanno allestendo i “Blue Dots”, nei paesi che ospitano bambini e donne ucraine. I “Blue Dots” forniscono informazioni fondamentali alle famiglie in viaggio, aiutano a identificare i bambini non accompagnati e separati e a garantire la loro protezione, e forniscono un hub per i servizi essenziali.

Unicef esorta i governi dei paesi vicini e di altri paesi di destinazione a rafforzare i controlli di protezione dei bambini ai valichi di frontiera, specialmente quelli con l’Ucraina, per identificare meglio i bambini a rischio. Inoltre, si chiede una maggiore collaborazione transfrontaliera e lo scambio di conoscenze tra le autorità di controllo delle frontiere per  identificare rapidamente i bambini separati e implementare le procedure di rintracciamento e ricongiungimento familiare.

La ricerca di Human Rights Watch in Polonia 

 

Human Rights Watch dal 22 al 29 marzo, ha intervistato 20 donne e ragazze rifugiate, 5 membri del personale e 10 volontari indipendenti nei luoghi di accoglienza, 7 rappresentanti di organizzazioni non governative, rappresentanti di 3 agenzie di aiuto umanitario e un vice capo della polizia a Podkarpackie.

L’organizzazione ha riscontrato misure di protezione incoerenti e una mancanza di coordinamento del governo. Volontari, rappresentanti di organizzazioni non governative e agenzie delle Nazioni Unite e un vice capo della polizia hanno espresso preoccupazione per la mancanza di misure di sicurezza sistematiche o di mezzi per identificare, prevenire o rispondere alla violenza di genere, compresi la tratta, lo sfruttamento sessuale e lo stupro.

Le persone intervistate hanno confermato che la maggior parte dei lavoratori  dei centri  di accoglienza, non sono formati per individuare i segnali di rischio per la sicurezza di donne e ragazze, compresi la tratta o altri tipi di sfruttamento.

Alcune testimonianze 

Irena Dawid-Olczyk, presidente dell’organizzazione anti-tratta “La Strada in Polonia”, ha dichiarato che alcuni datori di lavoro assumono persone a nero per non pagare le tasse .
Inoltre, la difficoltà di trovare alloggi a prezzi accessibili porta molti rifugiati alla disperazione e quindi più inclini ad essere sfruttati.

Human Rights Watch ha parlato con quattro donne rifugiate che hanno affermato di essere state avvicinate da uomini sconosciuti con offerte sospette di alloggio, lavoro o trasporto e una che aveva subito un tentativo di tratta e sfruttamento.

Una donna di 29 anni di Kiev ha dichiarato a Human Rihts Watch che i titolari  di un club dove lavorava come ballerina hanno cercato di costringerla a fare sesso, al suo rifiuto le hanno tagliato la paga.