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82 anni fa avveniva l’esclusione degli ebrei dalle scuole italiane

Il 5 settembre 1938 in Italia fu pubblicato il primo regio decreto n. 1390Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista” che sancì l’esclusione di studenti e di insegnati ebrei dalle scuole statali e parastatali, di ogni grado e livello. Dal 16 ottobre, tutti i presidi, direttori e insegnati furono sospesi dal servizio, come gli assistenti universitari, il personale di vigilanza e i liberi docenti.
Il regio decreto fu preceduto da una circolare del ministro Bottai del 12 agosto 1938  che sancì il divieto di adottare i libri scolastici di “autori di razza ebraica”.

A  decretare  la separazione tra italiani di “razza ariana” e di “razza ebraica” fu il secondo regio decreto del 23 settembre 1938, ove si stabilì l’istituzione di  speciali sezioni di scuola elementare nelle quali avrebbero potuto lavorare gli insegnanti ebrei. 

Da rilevare che l’esclusione degli ebrei dalla scuola rappresentava un elemento nuovo e significativo nel contesto delle leggi razziali europee: la Germania hitleriana, ad esempio, introdusse tale norma dopo l’Italia, nel novembre 1938.

Il settore educativo fu quello più duramente colpito  dalle leggi razziali di Mussolini; a farne maggiori spese fu l’università in quanto rilevava  una presenza ebraica  molto più alta rispetto ad altri settori. 

Nel contempo la scuola divenne uno strumento di propaganda  per la diffusione delle  idee razziste. Come per esempio  quella del ministro Bottai che raccomandò la diffusione nelle scuole della rivista “La Difesa della razza”,​ a cura di Telesio Interlandi. 

 

 

Fonti: 

https://www.anpi.it/storia/266/espulsione-degli-ebrei-dalle-scuole

https://archivi.unimi.it/percorso-tematico/settembre-1938-le-leggi-razziali-irrompono-nella-scuola/