Annalisa Catapano

Blog di approfondimento

Afghanistan, Isis-K: cos’è e quali sono i rapporti con i talebani

A poche ore dall’allerta attentati lanciati dagli 007 occidentali, ci sono state quattro esplosioni fuori dall’aeroporto di Kabul. Al momento ci sono oltre centinaia di morti e feriti.
Gli attentati sono stati rivendicati dall’Isis-K, lo Stato Islamico della provincia afghana del Khorasan, il gruppo affiliato all’Isis nemico di Al Qaeda e dei talebani.

L’Isis-k

L’Isis-k significa Islamic State Khorasan Province, lo stato islamico della provincia di Khorasan (indica i territori di Afghanistan, Tagikistan, Uzbekistan, Turkmenistan e Pakistan). Si tratta del più estremo e violento gruppo di jihadisti presenti in Aghanistan.

Il gruppo è nato nel 2015, durante un incontro fra l’Isis che ha riconosciuto l’affiliazione e i militanti talebani delusi.

Nonostante l’arrivo di importanti finanziamenti dall’Isis e il reclutamento di nuovi membri, il gruppo affiliato è rimasto limitato in Afghanistan, soprattutto a causa degli arresti di molti membri e dei bombardamenti occidentali  che hanno ucciso cinque capi consecutivi del gruppo.

Nonostante l’indebolimento l’Isis-K è riuscita a riorganizzarsi. Questa rinascita è stata aiutata dall’arrivo di un nuovo leader Shahab al Muhajir  e dal flusso di miliziani dall’estero come dal Pakistan, Tagikistan e Uzbekistan, attirati dalla volontà di svolgere attentati contro i talebani, il governo afghano e gli americani.

L’arrivo dei nuovi militanti  talebani nell’Isis-K è stato favorito anche dall’avvio dei negoziati per l’accordo di pace Doha, tra i talebani e l’amministrazione Trump. Infatti, molti talebani non contenti di questo dialogo e accordo con gli americani, si sono uniti all’Isis-K.

I rapporti tra i talebani e l’Isis-K

I due gruppi in diverse occasioni si sono scontrati apertamente. I talebani puntavano alla costituzione di un emirato afghano, mentre l’Isis-K alla creazione di un califfato dall’Asia centrale e meridionale.

Daniel Ranieri, inviato del Foglio a Kabul ha scritto: ” Lo Stato islamico odia i talebani perchè li considera dei tiepidi, attaccati all’idea nazionalista di un emirato afghano e non al sogno di un califfato mondiale…”

La  rivalità è stata alimentata anche dalla vicinanza dei talebani con al Qaeda, la principale nemica giurata dell’Isis. Questa inimicizia si è mostrata durante la guerra in Siria, dove i due gruppi si sono scontrati apertamente.

Le ragioni degli attentati dell’Isis-k

Secondo un’analisi attenta della rivista specializzata in esteri, Limes, gli jihadisti vogliono umiliare gli americani per acquisire notorietà e rilanciare lo Stato islamico. Inoltre, intendono delegittimare i talebani, che da questi attentati ne escono incapaci di controllare la situazione.

L’Isis-K ha tutto l’interesse affinchè gli americani restino in Afghanistan per due motivi: si strangolerebbe la nascita di un governo talebano; si avrebbero più bersagli da attaccare per far affluire finanziamenti e rifornimenti dai paesi arabi del Golfo, e reclutare più militanti possibili anche dall’Europa. In tal modo aumenterebbero le loro quotazioni presso i servizi segreti in Pakistan, che da sempre coltivano relazioni con le milizie in Afghanistan.

 

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