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L’annessione della Crimea alla Russia

Il 18 marzo 2014 Mosca annettè la Crimea alla Federazione russa. Si trattò del primo evento della crisi Russia – Ucraina iniziata nel 2014.

In occasione dell’ottavo anniversario dell’annessione, il presidente russo Vladimir Putin ha parlato alla nazione facendo le seguenti dichiarazioni: “Abbiamo fatto risorgere questi territori della Crimea e sappiamo esattamente cosa fare adesso, come, a spese di chi e attueremo tutti i nostri piani“. Sono gli abitanti della Crimea che hanno fatto la scelta giusta, hanno messo un ostacolo al nazionalismo e al nazismo, che continua ad esserci nel Donbass, con operazioni punitive di quella popolazione. Sono stati vittime di attacchi aerei ed è questo che noi chiamiamo genocidio. Evitarlo è l’obiettivo della nostra operazione militare in Ucraina”. “Non c’è amore più grande di dare la propria vita per i propri amici“- ha aggiunto.

Dall’invasione all’annessione della Crimea 

L’occupazione  della Crimea da parte dell’esercito russo ebbe inizio il 20 febbraio 2014,  in seguito all’esautoramento del presidente ucraino, Viktor Janukovich, e del suo governo da parte del Parlamento ucraino. 

Putin “giustificò” l’invasione della Crimea sostenendo che la fine del governo filorusso guidato da Viktor Yanukovich e sostituito da uno ad interim composto da esponenti dell’opposizione europeista, rappresentava una minaccia concreta per la popolazione di lingua russa. Per Putin la Crimea era una parte inseparabile della Russia e quindi riannetterla  significava correggere “un’ingiustizia storica

Il 27 febbraio le forze russe mascherate, i cosiddetti omini verdi, assunsero il controllo del Consiglio supremo (parlamento) della Crimea, occuparono i siti strategici e insediarono il governo filo russo Aksyonov.
In tempi record fu organizzato un referendum sulla “autodeterminazione della Crimea” che si concluse con il 95% dei favorevoli. L’Ue e gli Stati Stati Uniti dichiararono il voto illegittimo. Il 18 marzo 2014  la Russia annettè formalmente la Crimea.

La reazione dell’Ucraina e dell’Occidente 

L’invasione e l’annessione della Crimea da parte della Russia  fu una una violazione della divieto dell’uso della forza, sancita dall’articolo 2 (4) della Carta delle NU.  L’Assemblea generale inoltre dichiarò illegittimo il referendum e condannò la violazione della sovranità territoriale dell’Ucraina.

L’Ue e gli Stati Uniti  imposero una serie di sanzioni nei confronti degli oligarchi, imprese russe, settori e prodotti, ma furono liquidate dalla Russia inefficaci.

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Per ulteriori approfondimenti si consiglia di ascoltare il podcast Ukrainians: Identity in Dignity

 

immagine di copertina: wikipedia.org

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