Annalisa Catapano

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Assolto Walter De Benedetto per l’autocoltivazione di cannabis terapeutica

Il tribunale di Arezzo ha assolto Walter De Benedetto, accusato di aver coltivato la cannabis per curare una grave forma di artrite reumatoide. Quella di Walter è diventata la battaglia di tante altre persone nelle sue stesse condizioni, condannate a soffrire.

Assolto perché il fatto non sussiste! #yeah

Pubblicato da Walter De Benedetto su Martedì 27 aprile 2021

 

La ministra  per le politiche giovanili, Fabiana Dadone ha commentato: ” E’ un giorno storico.Questa sentenza è naturale, ovvia, scontata così come sono irrazionali le argomentazioni di chi dice che i malati hanno accesso alla cannabis terapeutica in Italia e che va tutto bene. In Italia ad oggi i malati sono costretti a battaglie legali perché abbiamo troppi legislatori che rifiutano pregiudizialmente un confronto nel merito.”

La storia di Walter

Walter De Benedetto ha 49 anni e da tempo soffre di una gravissima forma di artrite reumatoide. Per alleviare i dolori lancinanti ha provato prima con gli antimalarici e chemioterapici, ma la svolta è arrivata con la cannabis. Purtroppo le dosi fornite dall’asl di Arezzo non erano sufficienti, cosi ha finito per coltivarla in giardino. Nel 2019, dopo un’irruzione dei carabinieri nella sua casa, viene indagato per coltivazione di sostanze stupefacenti in concorso, sanzionabile fino a 20 anni di carcere. Dopo due anni, per il tribunale di Arezzo, il reato non sussiste.

Per Walter si sono mobilitate associazioni tra cui l’associazione Coscioni e “Meglio Legale”, politici come  Caterina Licatini del Movimento 5 Stelle, Riccardo Magi di +Europa e il presidente e il segretario dei Radicali italiani, Igor Boni e Massimiliano Iervolino. Anche il mondo della musica si è mobilitato con un nuovo videoclip che si intitola “Matto” con il testo di Erriquez della Banda Bardò purtroppo deceduto a febbraio e  la musica dei Matti  delle Giuncaie. I proventi  serviranno per sostenere le spese processuali di Walter.

La situazione in Italia

Dal 2006 i medici possono prescrivere le preparazioni magistrali da allestire da parte del farmacista in farmacia, utilizzando Dronabinol o sostanza attiva vegetale a base di cannabis ad uso medico, cioè la sostanza attiva che si ottiene dalle infiorescenze della cannabis coltivata dietro autorizzazione di un Organismo nazionale per la cannabis, essiccate e macinate, da assumere sotto forma di  decotto o per inalazione con apposito vaporizzatore. Dal 2013 in Italia è anche prescrivibile dai neurologi un prodotto registrato come medicinale a base di estratti di cannabis  per ridurre gli spasmi dolorosi nella sclerosi multipla (SativexR).

Fino al 2006, la realizzazione delle preparazioni magistrali con prodotti vegetali a base di cannabis venivano importati in Italia solo i prodotti commercializzati dall’Office of Medicinal cannabis (organismo olandese per la cannabis) del Ministero olandese della Salute, welfare e sport, secondo la procedura per l’importazione prevista dal DM 11/2/97.

Dal 2016, l’Italia ha iniziato una  produzione nazionale di cannabis per uso medico presso lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze (SCFM), grazie alla collaborazione tra il Ministero della salute e il Ministero della difesa, in modo da garantire l’accesso a tali terapie a costi adeguati e in modo sicuro.

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Immagine di copertina: pagina Facebook di Walter De Benedetto