Brics: l’alleanza che punta a contrastare l’Occidente

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Giovedì si è aperto il 13esimo summit virtuale BRICS, quest’anno ospitato dalla Cina. L’obiettivo dell’incontro è principalmente uno: contrastare l’espansione delle alleanze militari  occidentali. Infatti, il presidente cinese ha messo in guardia i leader di Russia, India, Brasile e Sudafrica contro “l’espansione” delle alleanze militari e la “ricerca della propria sicurezza a spese di altri paesi”, emerse dopo lo scoppio della guerra in Ucraina.

I Paesi Brics

BRICS è un acronimo, utilizzato in economia internazionale, per individuare cinque paesi: Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica. Sono accomunati da alcune caratteristiche simili, quali: la condizione di economie in via di sviluppo, una popolazione numerosa, un vasto territorio, abbondanti risorse naturali strategiche e sono stati caratterizzati, nell’ultimo decennio, da una forte crescita del PIL e della quota nel commercio mondiale. Oggi i paesi Brics fanno quasi un quarto (23%) dell’economia mondiale e il 17% degli interscambi.

Non mancano i fattori di tensione che potrebbero minare o condizionare la solidità e la stessa consistenza di questo nuovo blocco politico: Russia, Cina e India sono potenze con aspirazioni egemoniche competitive differenti. Per esempio sono particolarmente tesi  i rapporto tra Cina e India, ai lati opposti della barricata nell’Indo-Pacifico. Ma entrambe sono “legate” dal petrolio scontato importato dalla Russia, dopo la guerra in Ucraina.

Il summit

I temi trattati riguardano la guerra in Ucraina, la politica e l’economia internazionale, la sicurezza alimentare e la pandemia.

“Abbiamo discusso la situazione in Ucraina e ricordato le nostre posizioni nazionali espresse nelle sedi appropriate. Sosteniamo i colloqui tra Russia e Ucraina”, si legge nella dichiarazione.

Inoltre i paesi hanno espresso il loro sostegno agli sforzi delle Nazioni Unite e del suo Segretario Generale Antonio Guterres, nonché del Comitato Internazionale della Croce Rossa sulla fornitura di aiuti umanitari all’Ucraina.

Nell’ambito della politica estera, gli stati Brics  hanno riaffermato il loro “rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale di tutti gli Stati” e il loro “forte impegno per il disarmo nucleare”.

L’associazione sostiene anche la “riforma globale dell’ONU, compreso il suo Consiglio di sicurezza”, al fine di aumentare la rappresentanza dei paesi in via di sviluppo in modo che possano rispondere adeguatamente alle sfide globali.

La Cina ha proposto un accordo di libero scambio tra i Paesi Brics, viste le potenzialità, ma si tratta di un modo per contenere gli Stati Uniti.

La Russia invece ha proposto di creare una una nuova valuta di riserva internazionale basata sulle monete dei paesi membri del gruppo Brics, e in funzione ‘anti-dollaro.

Secondo gli analisti, l’alleanza Brics , nonostante le tante divisioni interne, dimostra di controbilanciare le decisioni prese dall’Europa e dagli Stati Uniti. Infatti, le importazioni di petrolio russo della Cina sono in netto aumento. In tal modo la Russia è in grado di trovare altri inquirenti, indipendentemente dalle sanzioni.

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