Annalisa Catapano

Blog di approfondimento

Cannabis legale in Italia: favorevoli e contrari

(Approfondimento aggiornato)

Mercoledì 8 settembre, in Commissione Giustizia alla Camera è stato approvato il testo base sulla coltivazione domestica della cannabis e la depenalizzazione dei reati di lieve entità.
Inoltre, le associazioni Luca Coscioni, Antigone, Forum Droghe, Società della Ragione, e i partiti  come i Radicali, Più Europa e Possibile, hanno avviato la campagna referendaria per la cannabis legale.

Per i promotori e sostenitori della campagna, legalizzare la cannabis significherebbe togliere ossigeno alle mafie che gestiscono lo spaccio e il traffico. Della stessa idea è anche il Procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho, secondo cui si sottrarrebbero ingenti risorse finanziarie alle organizzazioni criminali che, in questo modo, potrebbero essere combattute con maggior efficacia.

A distanza di una settimana dall’avvio della campagna è stato raggiunto il quorum per il referendum: 500 mila firme, la quota minima per andare al voto.

La cannabis terapeutica 

La normativa in Italia riguarda solo la cannabis per motivi terapeutici. Dal 2006 i medici possono prescrivere le preparazioni magistrali da allestire da parte del farmacista in farmacia, utilizzando Dronabinol o sostanza attiva vegetale a base di cannabis ad uso medico.

Dal 2013 in Italia è anche prescrivibile dai neurologi un prodotto registrato come medicinale a base di estratti di cannabis  per ridurre gli spasmi dolorosi nella sclerosi multipla (SativexR).

Per quanto riguarda gli “altri usi“, l’uso personale di cannabis è stato depenalizzato, ma non la coltivazione.

Il 19 dicembre 2019 la Corte di Cassazione ha stabilito che la coltivazione domestica di cannabis in piccole quantità (utilizzo per se stessi) non costituisce reato. La sentenza, pur non avendo un carattere vincolante, assume comunque un valore autorevole e orientativi per altre sentenze future.

Il 21 aprile 2021 il tribunale di Arezzo ha assolto Walter De Benedetto, accusato di aver coltivato la cannabis per curare una grave forma di artrite reumatoide.

Il caso di Walter dimostra che non sempre le persone con patologie che dispongono di una ricetta medica trovano i prodotti che cercano, e non sempre trovano medici disposti a prescrivere cannabis a uso terapeutico o farmacie rivenditrici.

LEGGI- Assolto Walter De Benedetto per l’autocoltivazione di cannabis terapeutica. 

Il testo base  

Il testo base per la proposta di legalizzazione della coltivazione domestica di cannabis, riunisce  le proposte legislative C. 2160 Molinari, C. 2307 Magi e C. 2965 Licatini in un unico testo base noto come ddl Pierantoni e denominato formalmente Modifiche al testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, in materia di coltivazione, cessione e consumo della cannabis e dei suoi derivati.

La novità più rilevante è la modifica del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope: “Al di fuori del regime delle autorizzazioni di cui agli articoli 17 e 27 e fatto salvo quanto stabilito dall’articolo 73 – si legge nel testo base – sono consentite a persone maggiorenni la coltivazione e la detenzione per uso personale di non oltre quattro femmine di cannabis, idonee e finalizzate alla produzione di sostanza stupefacente e del prodotto da esse ottenuto”.

Inoltre si propone di depenalizzare la condotta di coltivazione di qualsiasi sostanza intervenendo sulla disposizione di cui all’art. 73, comma 1, e di eliminare la pena detentiva per qualsiasi condotta illecita relativa alla Cannabis, con eccezione della associazione finalizzata al traffico illecito.

A favore hanno votato Pd, M5S, LEU, Più Europa e Radicali e Elio Vito di Forza Italia; Italia Viva si è astenuta, mentre Lega e Fratelli d’Italia hanno votato contro.

LEGGI-L’ONU riconosce le proprietà terapeutiche della cannabis

La contrarietà del centro-destra 

Le deputate Carolina Varchi e Maria Teresa Bellucci, rispettivamente capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Giustizia e Responsabile del Dipartimento Dipendenze sottolineano: “In tema di sostanze stupefacenti in commissione Giustizia le sinistre approvano un testo base che finirà inevitabilmente per favorire il consumo di droga oltre a promuovere comportamenti pericolosi che minacciano il diritto alla salute sancito dalla nostra Costituzione“.

Per Maurizio Gasparri di Forza Italia, la “legalizzazione della cannabis”, non scalfisce la criminalità. “La legge sulla legalizzazione è sbagliata perché fa passare un messaggio negativo e cioè che ci sono droghe che non fanno male”- ha aggiunto.

L’univa voce fuori dal coro è quella di Elio Vito di Forza Italia: ” Non sono di sinistra ed ho votato a favore del ddl Perantoni, che non prevede la legalizzazione della cannabis e manco delle droghe, ma è contro le mafie dello spaccio.”

 

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