Lecce, Xylella: ulivi secchi come torce roventi

E’ allarme incendi a Lecce, favoriti dal caldo ma soprattutto dai ritardi nell’espianto degli ulivi secchi per la Xylella, con centinaia di ettari mangiati dalle fiamme e migliaia di ulivi infestanti e pieni di sterpaglie. E’ quanto denuncia Coldiretti Puglia, con l’incendio scoppiato ad Ugento, ma sono numerosi i roghi alimentati nella provincia di Lecce dal caldo fuori stagione, con il Bosco di San Biagio a Borgagne di Melendugno ad avere per primo la peggio in questa estate che si preannuncia più calda del solito sul fronte incendi.

Ritardi nell’autorizzazione degli espianti

I ritardi nell’autorizzazione degli espianti degli ulivi secchi colpiti dalla Xylella in Salento, sta facendo slittare di un altro anno la rigenerazione del territorio salentino, dopo che la Xylella ha fatto seccare 21 milioni di ulivi, provocando effetti disastrosi  con ripercussioni drammatiche di natura produttiva, ambientale, economica, lavorativa.

Sono troppi gli ettari di uliveto ormai improduttivi da anni, a causa dei ritardi negli espianti e reimpianti che hanno aggravato una situazione già critica, con la burocrazia che arreca più danni della Xylella. L’abbandono era inevitabile e va invertita la rotta senza perdere altro tempo”, aggiunge Pietro Piccioni delegato confederale di Lecce.

Secondo il report dei Vigili del fuoco, nel 2021 sono stati  quasi 25mila gli incendi in Puglia, con 6.221 interventi solo in provincia di Lecce, dove oltre ai VVFF – aggiunge Coldiretti Puglia interviene anche la Protezione Civile, quindi è immaginabile che gli episodi salgano ad oltre il doppio

Qualche settimana fa, il Tar della Puglia ha bloccato l’espianto di 37 ulivi monumentali nelle campagne di Brindisi e ha imposto l’attuazione delle misure alternative all’abbattimento entro il 30 giugno.

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