Come funziona la legge elettorale Rosatellum

Alle elezioni politiche del 25 settembre si andrà a votare nuovamente con la legge elettorale Rosatellum, che prende il nome del suo relatore Ettore Rosato. Dopo  l’elezioni del 2017,  tra i partiti politici si è diffusa l’idea  di cambiare la legge, ma la caduta improvvisa del governo Draghi ha spento ogni iniziativa di modifica.

La legge elettorale

Il Rosatellum, approvato nel 2017, prevede un sistema elettorale misto di cui circa un terzo dei seggi di Camera e Senato vengono eletti con un sistema maggioritario nei collegi uninominali, e i restanti due terzi con un sistema proporzionale. Si tratta di un sistema che tende a favorire le coalizioni, e penalizza i partiti che si presentano da soli.

Alla Camera saranno assegnati 148 collegi uninominali con il sistema maggioritario, mentre per gli altri 244 seggi sarà usato il metodo proporzionale, sulla base delle liste  compilate dai partiti o dalle coalizioni. Le liste sono bloccate, e l’elettore non potrà esprimere la preferenza per un candidato specifico.

Al Senato, l’assegnazione dei 200 seggi seguiranno lo stesso criterio. Sono 72 i seggi uninominali,  122 i collegi  con il proporzionale e 4 nelle circoscrizioni estere. L’unica differenza è che alla Camera i seggi sono ripartiti in base ai voti ottenuti a livello nazionale, mentre al Senato a livello regionale. I partiti ottengono i seggi solo se raggiungono almeno il 3% dei voti su base nazionale, mentre le coalizioni devono raggiungere almeno il 10%.