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Ddl concorrenza, le concessioni balneari dividono il Governo

Nel Consiglio dei ministri del 19 maggio il premier Mario Draghi ha annunciato che sarà messa la fiducia al ddl concorrenza, nel caso la maggioranza di governo non riesce ad approvarla entro la fine di maggio.
Uno dei temi scottanti che il governo si trova ad affrontare riguarda il riordino delle concessioni demaniali marittime. La maggioranza è spaccata tra chi vuole indire i bandi (concorrenza) e chi cerca di istituire forme di tutela per gli attuali concessionari (centro -destra). 

La lettera di infrazione dell’UE

Il 3 dicembre 2020 la Commissione europea ha inviato una lettera di messa in mora all’Italia, dove si afferma l’illegalità del salva-spiagge (rinnovo automatico delle concessioni fino al 2033), perchè in contrasto con la normativa Ue.

A febbraio 2021 il governo ha replicato a Bruxelles, sostenendo la conformità della normativa nazionale in materia di demanio marittimo. Una risposta lacunosa, che non ha avuto alcun risposta dalla Commissione. 

La sentenza del Consiglio di Stato

La questione è diventata ancora  più complicata per il governo quando a novembre 2021 il Consiglio di Stato ha annullato la proroga delle concessioni fino al 2033 e ha imposto di riassegnarle tramite bandi entro il 2023. Precedentemente, con la sentenza “Promoimpresa” del 14 luglio 2016, la Corte di giustizia europea aveva già stabilito l’illegittimità delle proroghe automatiche, perchè contrarie alla Bolkestein e al Trattato di Lisbona.

L’emendamento

Dopo la sentenza del Consiglio di Stato, il 16 febbraio il Consiglio dei ministri ha approvato all’unanimità l’emendamento al disegno di legge concorrenza relativo alle modalità di affidamento delle concessioni demaniali.

L’emendamento mira a migliorare la qualità dei servizi con conseguente beneficio per i consumatori, a valorizzare i beni demaniali e, al contempo, a dare certezze al settore. Il testo prevede che le concessioni in essere continuino ad avere efficacia fino al 31 dicembre 2023, mentre le gare partiranno dal 2024.

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