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Cosa prevede l’accordo sul Recovery Fund e sul bilancio europeo

Alle 5.30 del mattino e, dopo 92 ore di trattative,  i 27 Paesi europei riuniti al Consiglio Europeo sono arrrivati ad un accordo sul Recovery Fund e sul  bilancio europeo. Il commissario per l’Economia, Paolo Gentiloni, l’ha definito un accordo storico.

Della stessa idea è anche il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Cosa prevede il Recovery Fund (Next Generation)

Il fondo  avrà un valore di 750 miliardi di euro, somma che costituirà per la prima volta il debito pubblico comunitario.  Questo significa che i 27 Paesi hanno dato mandato alla Commissione Europea di indebitarsi a loro nome.
Dei 750 miliardi del fondo la ripartizione riguarda: 390 miliardi a fondo perduto e 360 a prestiti a tassi agevolati. L’Italia ottiene la fetta di aiuti più importante: un totale 209 miliardi , di cui 82 miliardi di sussidi  ( a fondo perduto) e 127 miliardi in prestiti, ma dovrà accettare forme intrusive per l’utilizzo del denaro.

Su un punto in cui vi sono stati  degli scontri accesi  è la governance. L’accordo prevede che per ottenere i fondi sarà necessario presentare un piano di riforme che dovrà essere approvato dal Consiglio a maggioranza qualificata in base alle proposte della Commissione. La valutazione sul rispetto degli obiettivi prefissati e le tabelle di marcia sarà affidata al Comitato Economico Finanziario, costituito dai ministri dell’economia dei 27 Paesi. Nel caso in questa sede c’è un Paese che ritiene vi siano dei problemi, si potrà chiedere che la questione vada  finire sul tavolo del Consiglio Europeo.

Il fondo sarà disponibile a partire dal primo trimestre del 2021, ma l’accordo prevede che i fondi possano essere utilizzati per finanziare progetti avviati già da febbraio 2020.

L’intesa sul bilancio europeo

Il bilancio europeo rimane a 1074 miliardi per 2021 -2027. I Paesi rigoristi che volevano un ridimensionamento, hanno ottenuto i rebate, ovvero dei consistenti sconti nelle loro quote di versamenti in bilancio.

Il riassunto 

 

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I prossimi passaggi saranno la ratifica dell’accordo a livello nazionale e l’approvazione del Parlamento Europeo.