• Cos’è il rigassificatore e come funziona

    Cos’è il rigassificatore e come funziona

    La possibilità di installare un nuovo rigassificatore a Piombino è al centro del dibattito elettorale, a causa della guerra in Ucraina, dell’aumento dei costi delle materie prime e del caro bollette. Ma ancor prima di trattare il caso Piombino, cerchiamo di capire cos’è un rigassificatore e come funziona.

    Cos’è il rigassificatore e come funziona 

    Un rigassificatore è un impianto che consente di trasformare il GNL (Gas Naturale Liquefatto), portandolo dal suo originale stato liquido (utilizzato per il trasporto su nave) a quello gassoso (impiegato per la produzione di energia).

    Il processo di rigassificazione consiste nel trasformare una sostanza allo stato liquido, a determinate condizioni di pressione e temperatura, al suo originario stato gassoso.
    Nella fase preliminare, il GNL viene trasportato nelle navi a pressione ambiente con una temperatura di -162 gradi, per mantenerlo liquido.
    Successivamente il GNL viene fatto fluire in una serpentina che, a sua volta, viene immersa in una vasca di acqua marina a temperatura ambiente, sufficiente per scaldare il gas liquefatto e riportarlo allo stato precedente.

    Le tipologie dei rigassificatori

    Ci sono due tipologie: il rigassificatore on shore, collocato lungo la costa, in prossimità di un porto. L’impianto è dotato di serbatoi di stoccaggio, dove confluisce il gas naturale liquefatto proveniente da navi cisterna. Questo tipo di rigassificatore non è ben visto dalla popolazione, perchè un importante impatto a livello paesaggistico.

    Il rigassificatore off shore (galleggianti) viene collocato in mezzo al mare a largo delle zone abitate.

    I vantaggi e svantaggi dei rigassificatori

    Il processo di rigassificazione presenta il vantaggio di diversificare l’importazione di gas naturale da più paesi e anche molto distanti. Inoltre, questi impianti sono considerati un’alternativa economica ai gasdotti. Naturalmente l’installazione deve tenere conto delle esigenze e della sicurezza della popolazione residente.

    Tra gli svantaggi è che i rigassificatori creano un notevole impatto sul paesaggio circostante, soprattutto se si tratta di on shore. Oltre a questo è necessario considerare i pericoli legati all’impianto di questo tipo: il metano è un gas infiammabile, pertanto non bisogna trascurare eventuali esplosioni.

    In Italia ci sono tre rigassificatori 

    Ad oggi l’Italia possiede tre rigassificatori: l’impianto on-shore di Panigaglia ( con capacità annuale massima di rigassificazione pari a 3,5 miliardi di m3),  quello di Rovigo off-shore (capacità annua 8 miliardi di m3) e l’impianto di  Livorno che è affidato a un rigassificatore galleggiante, l’Fsru Toscana (capacità annua 3,75 miliardi di m3). Inoltre, l’Italia si è dotata di altre due Fsr di proprietà della Snam: la prima è  la Golar Tundra, di proprietà SNAM, che molto probabilmente sarà inserito a Piombino e l’altra è la BW Singapore, acquistata a fine luglio 2022 e inizierà l’attività nel terzo trimestre del 2024.

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