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Crisi di governo: Conte in Senato

I punti salienti della giornata 19 gennaio 2021

Dopo la fiducia alla Camera, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ha riferito al Senato sulla crisi politica aperta lo scorso 13 gennaio da Italia Viva. Rispetto alla Camera, i numeri al Senato sono in bilico, ma potrebbe raggiungere una maggioranza relativa, ma  questo renderebbe il governo debole.

I punti del discorso di Conte

Il discorso del Premier è sostanzialmente uguale a quello della Camera. Ha rivendicato l’operato del suo governo citando il Next Generation Eu e la scelta politica di tutelare la salute delle persone,  come diritto fondamentale e costituzionale.

Poi è passato a parlare della crisi politica aperta da Italia Viva, definendosi a disagio nel spiegare la situazione al Paese. E ha ribadito la rottura definitiva con Matteo Renzi.

Inoltre ha parlato della necessità di una nuova legge elettorale proporzionale e ha lanciato l’appello a tutte le forze politiche e ai singoli parlamentari, a sostenere il governo e il suo progetto politico  per imprimere una decisa svolta europeista e anti sovranista.

Matteo Renzi (Italia Viva)

Il senatore e leader di Italia Viva di Matteo Renzi ha dichiarato che da mesi  chiede una svolta. E questo -secondo Renzi- è il momento giusto per discutere. Inoltre, ha sottolineato che l’Italia è il Paese con una situazione disastrosa e con il più alto numero di decessi di Covid in rapporto alla popolazione.

Renzi ha proseguito, rivolgendosi a Conte, che non può cambiare idee a livello nazionale e internazionale per mantenere la poltrona.

 

Vasco Errani (Liberi e Uguali)

Occorre un nuovo patto sociale. Occorre costruire una coalizione che si dà una cultura politica, con l’obiettivo di essere un nuovo riferimento per il Paese e con una visione che sia in grado di dare certezza all’Italia.

Franco Mirabelli (PD)

Il capogruppo ha rivendicato le azioni del governo. Per Mirabelli c’è la consapevolezza che non tutto è andato bene e che serve un patto di legislatura e un governo forte per fare le riforme. Ma il Paese non meritava questa crisi.

Licia Ronzulli (Forza Italia)

La Ronzulli ha evidenziato i due peggiori primati di questa pandemia: i decessi per Covid e la situazione economica. Questo governo non ha una visione. Agli italiani interessa quando arrivano gli aiuti, la riforma del fisco, la riapertura dei cantieri e come e quando potranno mandare i figli a scuola.

Alberto Bagnai (Lega)

Bagnai cita Orazio e le Storie Tese per spiegare che si è dinanzi a un governo inventore di una falsa e che campa sulle menzogne.

La replica di Conte

In merito alla scuola per Conte è importante che si lavora affinchè rimanga un tema centrale nel paese. Un intero capitolo è dedicato alla filiera dell’istruzione. La curva epidemiologica non accenna a diminuire, ma si cercherà di garantire per quanto possibile una didattica in presenza.

In merito al Pil, rispondendo a una critica di Renzi: ” L’Italia non è il Paese con la caduta più forte del Pil“. La lettura dei dati va contestualizzata al fatto che l’Italia è  svantaggiata perchè è stata tra le prime ad essere colpite dalla pandemia.

Sulla giustizia è stato varato un piano massiccio per le assunzioni. Inoltre, ha citato anche il Recovery Plan i quali fondi saranno destinati a snellire la giustizia.

Ha parlato anche di mafia ricordando che 81 anni fa nacque Paolo Borsellino. In quell’occasione c’è stato un applauso unanime del Senato.

Sui decessi ha risposto che si tratta di un argomento sensibile e che bisogna tenerla fuori dalle beghe politiche.

Sull’assenza di discussione contestata da Renzi, Conte ha negato, affermando che non si sono mai trovate le porte chiuse. Però ad un certo punto  Italia Viva ha scelto la strada dell’aggressione.

Sui numeri, Conte ha dichiarato: ” Se non ci sono i numeri questo  Governo va a casa, non va avanti“. Ma aggiunge che ci sono i margini per un patto legislativo.

Votazione

Il Senato ha approvato la fiducia al governo Conte, ma con una maggioranza relativa di 156 voti. Italia Viva si è astenuta.
Da un punto di vista costituzionale Conte può rimanere in carica (articolo 89 Costituzione).
Il problema è politico perchè il governo ne esce più debole e di conseguenza avrà problemi nell’attuare il programma.

L’intenzione di Conte è andare avanti come ha fatto sapere in un tweet ieri sera

Il centro destra compatto ha chiesto un incontro con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per ribadire che  questo governo ormai non ha più la maggioranza in Parlamento.