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Egitto, gli interessi economici e militari che l’Italia non è disposta a sacrificare

L’Italia nella questione Regeni e nella scarcerazione di Patrick Zaki si presenta incapace di opporsi in modo deciso all’Egitto. In ballo ci sono interessi economici, militari  e geopolitici che l’Italia non vuole sacrificare, nonostante abbia a che fare con un Paese che viola i diritti umani. 

Il timore dell’Italia è che in caso di rottura dei rapporti con l’Egitto, possa lasciare spazio ad altri Paesi, soprattutto nel settore energetico. E per questo motivo il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha chiesto che anche l’Europa  assuma una posizione comune, come è avvenuto con la risoluzione del Parlamento Europeo. 

Il caso di Giulio Regeni

Per il caso Regeni la Procura di Roma ha emesso quattro avvisi di garanzia nei confronti dei servizi segreti egiziani per sequestro di persona aggravato, concorso in lesioni personali e concorso in omicidio aggravato, ma la Magistratura egiziana ha concluso provvisoriamente le indagini perchè ritiene sufficienti le prove nei confronti di una banda criminale. Una differenza di vedute che ha visto in questi anni l’assenza di collaborazione tra le procure dei due Paesi e diversi tentativi di depistaggi da parte delle autorità egiziane. 

Su Internazionale.it,  secondo una fonte governativa, per l’Egitto nessuno degli ufficiali dei servizi segreti egiziani potrà mai essere indagato o processato.

La fonte avrebbe spiegato che i rapporti tra il Cairo e l’Italia andranno nel seguente modo: “L’Italia farà ciò che vuole, l’Egitto farà ciò che vuole, e intanto i due paesi rimarranno amici”. Perchè  l’Italia non può farne a meno degli accordi economici con l’Egitto.

Le relazioni militari ed economiche tra Egitto e Italia

Dalla Relazione governativa annuale sull’export di armamenti, emerge che l’Italia nel 2019 ha autorizzato contratti di vendita al Cairo per 872 milioni di euro, derivanti in particolare dalla fornitura di 32 elicotteri prodotti da Leonardo spa.  Tutto questo in palese violazione della Legge 185/1990 che vieta la vendita di armamenti  agli Stati in guerra o che violano i diritti umani, come il caso dell’Egitto e non solo.

Nonostante l’assenza di collaborazione nelle indagini sulla morte di Giulio Regeni e  la prigionia di Patrick Zaki prorogata ormai da circa 10 mesi, l’Italia a giugno 2020 ha dato il via libera alla vendita  di due fregate FREMM dell’Egitto, per un valore stimato di 1,2 miliardi di euro. Ma questa commessa potrebbe far parte di un progetto più ampio: secondo quanto scritto da Milanofinanza.it il Governo starebbe decidendo si autorizzare nuovi potenziali contratti militari multimiliardari  con l’Egitto. I contratti sarebbero  per un massimo di 24 aerei Eurofighter e 24 M346.

Milanofinanza.it riprende la dichiarazione di Fidentiis:” Consideriamo l’approvazione delle nuove garanzie statali all’Egitto come un segnale che i nuovi ordini multimiliardari dall’Egitto potrebbero essere effettivamente assegnati in futuro“. Se confermati, “rappresenterebbero a nostro avviso un forte catalizzatore per Leonardo, probabilmente guidando un ulteriore re-rating del prezzo delle azioni. Riteniamo che un potenziale nuovo ordine per 24 aerei Eurofighter con Leonardo probabilmente in qualità di prime contractor possa valere fino a 5 miliardi di euro, inclusi supporto e formazione, mentre un nuovo ordine per 24 M346, inclusi manutenzione, formazione e ricambi, può valere 0,8-1 miliardi di euro complessivamente, rappresentando quasi la metà della nostra raccolta ordini stimata per il 2021 per il gruppo. Sul titolo manteniamo il rating buy e il target price tra 7 e 8 euro“- ha aggiunto Fidentiis.

Secondo gli esperti e gli osservatori intervenuti in una lunga intervista sul Al-Monitor, la cooperazione economica e militare tra l’Italia e Egitto non è in alcun modo intralciata dalla questione di Giulio Regeni. Il Maggiore Generale Gamal Mazloum, consigliere dell’Alta Accademia Militare Nasser, ha sottolineato che gli interessi comuni sono più forti di alcuna controversia, in special modo nel Forum del Gas, dove l’Italia è uno dei principali membri. A questo si aggiungono anche esercitazioni militari congiunte tra i due Paesi. 

Lo stesso Maggiore ha aggiunto che l’accordo militare non si limita solo all’esportazioni di armi, ma comporta anche maggiori opportunità economiche  per l’Italia soprattutto in un momento cosi complicato a causa dell’impatto della pandemia da Coronavirus.

Roma è consapevole del ruolo che l’Egitto svolge nella regione. Il caso Regeni è  un problema fugace che sarà superato in futuro e non influenzerà le relazioni tra i due Paesi», ha concluso Mazloum. 

VEDI ANCHE I genitori di Giulio Regeni hanno presentato un esposto contro il Governo italiano per violazione della legge 185/90

La risoluzione del Parlamento Europeo sull’Egitto

Parlamento Europeo ha votato una risoluzione che condanna l’Egitto per la violazione dei diritti umani. Si tratta di un atto politico e non vincolante, ma è un messaggio forte affinchè gli Stati Membri prendano una posizione netta contro il Cairo. 

I deputati hanno esortato le autorità egiziane a collaborare con le autorità italiane sul caso Regeni, affichè forniscano gli indirizzi di residenza dei quattro indagati. Inoltre, hanno espresso sostegno politico e umano alla famiglia Regeni. 

Il testo tratta anche la questione della carcerazione di Patrick Zaki, ormai prolungata da circa 10 mesi. In particolare si chiede che venga scarcerato e si facciano cadere tutte le accuse nel merito, peraltro infondate. 

Ma un altro punto significativo della risoluzione è dove si chiede  di «sospendere le licenze per tutte le esportazioni di armi, tecnologie di sorveglianza e altre attrezzature di sicurezza verso l’Egitto» 

Infine l’ultima stoccata a quei Paesi Membri che mettono al primo posto gli interessi economici e geopolitici a discapito dei diritti umani. 

Ph: Agenpress.it