in Ambiente

Ex Ilva, l’Italia non sta rispettando la sentenza della Corte di Strasburgo

Alla luce della recente tempesta di polveri rosse che ha invaso Taranto, in particolare il quartiere Tamburi e Paolo VI, l’associazione Legamjonici ha inviato al Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa tutta la documentazione che testimonia quello che è avvenuto sabato 4 luglio a Taranto.
L’Italia non sta rispettando la sentenza. Per questo abbiamo informato il Comitato dei Ministri a Strasburgo“, ha affermato sul suo profilo Facebook, Daniela Spera, la rappresentante dei ricorrenti e promotrice a Taranto del primo ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Spera fa riferimento alla sentenza Cordella e altri dove la Corte di Strasburgo nel gennaio 2019 ha condannato l’Italia per violazione degli articoli 8 e 13 della Convenzione dei Diritti dell’Uomo.

In seguito alla recente tempesta di polvere rossa che ha invaso la città di Taranto (in primis i quartieri Tamburi e…

Pubblicato da Daniela Spera su Mercoledì 8 luglio 2020

La sentenza Cordella e altri contro l’Italia

Francesco Cordella fu il primo firmatario del ricorso presentato nel 2013 da 52 cittadini residenti a Taranto e provincia. Nel 2015 fu fatto un analogo ricorso da altri cittadini di Taranto. Per entrambi i ricorsi la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha emesso un’unica sentenza il 24 gennaio 2019, dove condanna l’Italia per la violazione del diritto alla vita privata e familiare (articolo 8 della Convenzione dei Diritti Umani,) e del diritto ad un rimedio efficace (articolo 13 della stessa Convenzione). Secondo i giudici della Corte di Strasburgo, il governo ha omesso di prendere tutte le misure necessarie per tutelare il diritto alla salute dei cittadini.

Inoltre, ai sensi dell’articolo 46 della Convenzione, la Corte ha attribuito al Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa il compito di indicare al governo le misure da adottare per l’esecuzione della sentenza e di verificare lo stato di attuazione delle stesse.

Il primo parere del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa 

A distanza di un anno il Comitato ha espresso il primo parere (marzo 2020) dove ha giudicato insufficienti le misure adottate dall’Italia a tutela della salute dei cittadini di Taranto.

Lo stesso Comitato dei Ministri ha chiesto al governo italiano di fornire nuove informazioni entro il 30 giugno 2020, in particolare sui tempi previsti per l’attuazione delle misure da prendere e se i responsabili per l’attuazione del programma ambientale godino ancora dell’immunità amministrativa e penale.