Annalisa Catapano

Blog di approfondimento

Francia, manifestazioni contro la proposta di legge che limita la diffusione di immagini e video dei poliziotti in azione

Sabato 28 novembre in 70 città della Francia si sono svolte le manifestazioni contro la  legge sicurezza globale,  proposta dal partito di Macron, a tutela degli agenti della polizia. I manifestanti contestano soprattutto l’articolo 24 che limita la diffusione di video e immagini dei poliziotti mentre sono in azione, a meno che i volti non siano offuscati.
Ma i manifestanti protestavano anche per l’aggressione, avvenuta qualche giorno fa, a Parigi, nei confronti di un uomo che non portava la mascherina.

Il corteo più grande si è svolto a Parigi, dove alcuni gruppi di manifestanti hanno incendiato delle auto, una filiare della banca e si sono scontrati con la polizia. Stando ai dati di FranceNews 24, negli scontri di Parigi ci sono 37  feriti tra le forze dell’ordine.

Il Presidente Emmanuel Macron non ha ancora commentato quello che è accaduto sabato, ma il ministro dell’Interno Gérald Darmanin ha condannato le violenze contro la polizia, considerandole inaccettabili.

La  proposta di legge e i dubbi espressi dall’ONU

La  proposta di legge “sicurezza globale” è stata approvata martedì 24 novembre alla Camera bassa, con 388 voti favorevoli, 104 contrari e 66 astensioni. La prossima votazione sarà al Senato entro dicembre. Terminato l’iter parlamentare, il testo passerà al vaglio del Consiglio Costituzionale per valutare la legittimità costituzionale.

La legge, pensata alla luce degli ultimi attentati terroristici, armerebbe di più la polizia e permetterebbe l’utilizzo di droni nei quartieri ad alto rischio.
Ma il  passaggio più controverso della legge è l’articolo 24 che prevede una pena di un anno di carcere e una multa di 45mila euro per chi diffonde le immagini dei volti dei poliziotti o dei gendarmi durante un intervento, con l’intenzione di mettere in pericolo la loro incolumità psico-fisica. La  misura verrà applicata non solo ai media, ma anche a qualsiasi cittadino.

I giornalisti e gli attivisti temono che questa misura sia un bavaglio alla libertà di stampa e che le brutalità commesse dagli agenti possano rimanere nascoste e quindi impunite.
Simile preoccupazione è stata manifestata anche dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani: “Crediamo che l’adozione e l’applicazione di questa progetto di legge possa comportare una seria violazione delle libertà fondamentali dell’uomo», si legge nel comunicato indirizzato alle istituzioni francesi.” Per l’ONU la pubblicazione di video e immagini degli agenti non sono essenziali nell’ambito dell’informazione, ma è legittima in uno stato democratico.

Il video diffuso in rete mentre dei poliziotti picchiavano un uomo di colore

A rendere il clima ancora più rovente è stato un video diffuso in rete che ritraeva dei poliziotti mentre picchiavano un uomo perchè non portava la mascherina.

Il ministro dell’Interno ha annunciato la sospensione dei tre poliziotti, mentre la Procura di Parigi aprirà un’indagine per verificare come sono andati i fatti.

La polizia francese non è nuova a questi tipi di comportamenti. Negli anni è stata accusata più volte di essere violenta e di prendere di mira soprattutto i neri e nordafricani.

 

Immagine di copertina: Cole Stagler