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Guerra in Ucraina: cosa prevede la risoluzione approvata dal Parlamento

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Dopo una lunga trattativa tra i partiti, il 21 giugno, il Senato ha approvato con 219 voti favorevoli la risoluzione sulla guerra in Ucraina, in vista del Consiglio europeo del 23 e 24 giugno. Prima del voto, la risoluzione ha ricevuto il parere favorevole del governo, che ha espresso parere contrario per le altre quattro risoluzioni.

Il 22 giugno la risoluzione è stata votata alla Camera con  410 voti a favore, 29 contrari e 34 astenuti.

La risoluzione approvata

La risoluzione impegna il governo a “esigere, insieme ai partner europei, dalle Autorità russe l’immediata cessazione delle operazioni belliche e il ritiro di tutte le forze militari che illegittimamente occupano il suolo ucraino, con iniziative multilaterali o bilaterali utili a una de-escalation militare che realizzi un cambio di fase nel conflitto, aumentando in parallelo gli sforzi diplomatici intesi a trovare una soluzione pacifica basata sul rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Ucraina e dei principi del diritto internazionale.”

Nel secondo punto si chiede “di rafforzare il ruolo dell’Europa nel quadro multilaterale, proseguendo l’impegno a porsi come attore-chiave per una mediazione tra le Parti e in sinergia con altri Paesi già attivi su questo fronte e attraverso ogni azione diplomatica internazionale e bilaterale utile al raggiungimento di un cessate il fuoco e alla conclusione positiva di un percorso negoziale.”

Nel terzo punto si chiede al governo di “garantire sostegno e solidarietà al popolo e alle istituzioni ucraine, legittimati dall’art. 51 della Carta delle Nazioni Unite – che sancisce il diritto all’autodifesa individuale e collettiva – confermando il ruolo dell’Italia nel quadro dell’azione multilaterale, a partire dall’Unione europea e dall’Alleanza Atlantica, finalizzata al raggiungimento del primario obiettivo del cessate il fuoco e della pace”.

Riprendendo il decreto- legge n.14 del 2022, nella risoluzione di chiede di coinvolgere le Camere in occasione dei summit internazionali riguardanti la guerra in Ucraina e le misure di sostegno alle istituzioni ucraine, ivi comprese le cessioni di forniture militari.

Non manca la questione della sicurezza alimentare, dove si richiede “di definire ogni soluzione necessaria a livello bilaterale e multilaterale, a partire dall’ONU, dall’UE e dal G7, per assicurare la sicurezza alimentare a livello globale, attraverso corridoi sicuri e lo sminamento dei porti”.

Inoltre, si supportano “le domande di adesione all’UE di Ucraina, Repubblica Moldova e Georgia, in un quadro di rispetto dei criteri di Copenaghen, e accelerare il percorso di adesione all’UE dei Paesi dei Balcani Occidentali”.

Da un punto di vista economico, il governo dovrà  sostenere una revisione della governance che modifichi il Patto di Stabilità e Crescita e di compensare gli squilibri dovuti dalla guerra in Ucraina.

Per quanto riguarda la politica energetica, si sottolinea la finalizzazione delle iniziative di RePower, come la diversificazione delle fonti energetiche, il tetto massimo sui prezzi del gas e investimenti sulle rinnovabili.

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