Annalisa Catapano

Blog di approfondimento

Saturday, September 18, 2021

Il dramma delle bambine-madri abusate dai caschi blu dell’Onu

La rivista accademica ” The Conversation” ha pubblicato una  indagine effettuata nell’estate 2017 ad Haiti  dove sono emerse storie di  bambine che, in cambio di qualche spicciolo necessario per sopravvivere, accettavano di fare sesso con i militari. In altri casi sono state violentate e costrette a crescere i loro figli in povertà.

Le operazioni di peacekeeping (mantenimento della pace) ad Haiti sono iniziate nel 2004 e sono terminate nel 2017. Inizialmente la missione aveva  l’obiettivo di far fronte alla instabilità politica e alla criminalità organizzata, successivamente il mandato fu prolungato dopo il terremoto (2010) e l’uragano (2016)

I precedenti casi di abusi sessuali dei caschi blu 

La questione degli abusi sessuali dei caschi blu non è nuova, perchè da diversi anni le truppe di peacekeeping dell’Onu sono accusate di sfruttamento della prostituzione e di abusi sui minori e non solo in zone di intervento. I casi più eclatanti sono avvenuti ad  Haiti, Congo e Costa d’Avorio.

Nel  2015 un rapporto delle Nazioni Unite, denunciava abusi su centinaia di donne in cambio di vestiti, soldi, profumi e cellulari. Tra il 2008 e il 2013 furono registrati 480 presunti casi di sfruttamento e violenza sessuale. La relazione sottolineava che i rapporti sessuali tra la popolazione e i caschi blu erano ormai  una consuetudine, nonostante il divieto imposto ai pecekeeper per non compromettere la credibilità dell’organizzazione internazionale.

Nel 2017 i caschi blu  finirono nuovamente nella bufera a seguito della diffusione di un rapporto segreto delle Nazioni Unite, secondo cui 234 peacekeeper operanti ad Haiti furono coinvolti in giri di prostituzione. 

Alcune confessioni di bambine  (12-15 anni) che emergono nel rapporto sono inquietanti: la vittima “numero uno”, dichiarò di aver fatto sesso con 50 peacekeeper compreso un comandante in cambio di 75 centesimi. Un’altra vittima di 16 anni (quindi tutte in fase di sviluppo)  dichiarò di aver fatto sesso tre volte con un uomo in sovrappeso che le mostrava sempre la foto della moglie.

La cosa altrettanto inquietante nonostante le prove schiccianti, non ci fu alcun arresto. Per l’occasione il segretario generale dell’Onu annunciò nuove misure contro gli abusi sessuali  dei militari, ma la questione appare abbastanza complessa, poichè l’Onu non ha alcuna giurisdizione, questo significa che l’eventuale pena aspetta allo stato di appartenza. I soldati accusati di violenza provenivano dallo Sri Lanka , Bangladesh, Brasile, Giordania, Pakistan e Uruguay.

Il rapporto di  The Conversation: ” Incinta per poche monete-265 storie di bambini haitiani abbandonati dai padri dell’ONU”

Lo studio, fatto dall’Università di Birmingham e dal Queens University in Ontario, è il risultato di una serie d’interviste effettuate nell’estate del 2017 a centinaia di donne che abitano nelle comunità dove si sono svolte le missioni di peacekeeping. Quello che è venuto fuori è che i caschi blu chiedevano rapporti sessuali in cambio di un pasto o di spiccioli, visto la povertà in cui versano queste popolazioni. Altre hanno parlato di stupro, e tra queste ci sono bambine di 11, 12 ,13 anni che hanno dato alla luce dei bambini.  Queste bambine, una volta scoperta la gravidanza, sono state abbandonate dalle loro famiglie, lasciandole con i propri neonati nella povertà assoluta.

 

Immagine di copertina: Pixabay