Annalisa Catapano

Blog di approfondimento

Saturday, September 18, 2021

Il futuro dell’ex Ilva resta appeso alla sentenza del Consiglio di Stato

Lunedì la Corte d’Assise di Taranto ha emesso la sentenza di condanna e confisca delle aziende Riva e degli impianti dell’area a caldo dell’ex Ilva.
Affinchè la sentenza sia esecutiva ed efficace, occorrerà attendere  il giudizio della Cassazione, anche se la linea giudiziaria, sostenuta da molteplici studi e dati, appare abbastanza chiara, almeno per quanto riguarda l’area a caldo.

Ma il destino dell’ex Ilva dipende anche dalla sentenza del Consiglio di Stato che dovrà confermare o meno quella del Tar di Lecce del 12 febbraio che, accogliendo l’0rdinanza del sindaco di Taranto, aveva disposto lo spegnimento degli impianti dell’area a caldo, entro 60 giorni, perchè altamente inquinante.

Nel caso il Consiglio di Stato dovesse confermare la sentenza del Tar di Lecce, lo Stato sarà costretto a ritirarsi dal nuovo accordo . Di conseguenza ci saranno ripercussioni sull’intero settore e sui lavoratori che da anni si trovano a scegliere ingiustamente tra lavoro e salute.

Il ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, in un’intervista al Fatto Quotidiano ha dichiarato:” Le strade sono due: la prima è elettrificare il prima possibile. Mettiamo in sicurezza scorie e porcherie e questo è il primo livello, la direzione in tal senso nel Recovery l’ho già data. Questo però se governo e opinione pubblica sono d’accordo a proseguire nella direzione di salvaguardare dei posti di lavoro. Se però ci fosse per esempio il Ministero della Salute che bussa e mi dice “guarda che li la situazione è insostenibile” allora io ho finito il mio lavoro. Se bisogna chiudere, si chiude.”

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