Annalisa Catapano

Blog di approfondimento

La vendita di armi negli Stati Uniti è un grande problema

La strage avvenuta  in Colorado  riapre il dibattito sulle armi. Negli Stati Uniti  il diritto di possedere e portare un’arma da fuoco è protetto dal secondo emendamento della Costituzione.

Chi vuole comprare un fucile o una pistola può partecipare a delle fiere di armi organizzate frequentemente nei vari Stati oppure online.

Per gli acquisti in negozi autorizzati, il cliente deve compilare un modulo, rispondere su eventuali precedenti penali,  uso di farmaci e informazioni sul proprio stato di salute mentale. Subito dopo il venditore effettua un controllo incrociato con l’FBI.

Queste misure appaiono insufficienti e facilmente raggirabili. L’assassino che fece la strage di Orlando, ha potuto comprare le armi, nonostante fosse stato indagato dall’FBI.

Tra i paesi occidentali, gli Stati Uniti registrano il più alto numero di crimini violenti. Secondo gli esperti, questo accade perchè è molto semplice acquistare delle armi.

Secondo Gun Violence Archive, dall’inizio dell’anno ci sono stati 4.081 morti per armi da fuoco, 7.176 feriti da arma da fuoco, 189 bambini uccisi, 811 adolescenti colpiti, 101 sparatorie tra la massa, 261 incidenti di uso difensivo , 397 sparatorie involontarie e 5.346 suicidi.

Da un punto di vista  economico, secondo il rapporto pubblicato dalla National Shooting Sports Foundation, l’impatto  dell’industria delle armi da fuoco e delle munizioni negli Stati Uniti è aumentato da $ 19,1 miliardi nel 2008 a $ 63,5 miliardi nel 2020, con un aumento del 232%.

Il presidente Joe Biden, in occasione del terzo anniversario della strage di San Valentino in un liceo di Parkland, ha lanciato un appello al Congresso affinchè si intervenga subito con riforme di buon senso” per limitare la diffusione delle armi negli Stati Uniti”.

Tra le riforme chieste  ci sono i controlli sui precedenti penali di chi acquista armi, in particolare vietandole per chi sia stato condannato per crimini d’odio, e il divieto di produrre e vendere fucili d’assalto e caricatori ad alta capacità.

A marzo la Camera dei Rappresentanti ha approvato due progetti di legge  HR 8 e HR 1446  che inaugurerebbero una profonda revisione della vendita delle armi. La prima, presentata dal democratico Mike Thompson, amplierebbe i controlli dei precedenti penali  su coloro che cercano di acquistare o trasferire armi da fuoco tra privati. La seconda proposta presentata da  James Clyburn, passerebbe da 3 giorni lavorativi a un minimo di 10 giorni lavorativi il tempo che un licenziatario federale di armi da fuoco deve attendere per  il controllo dei precedenti penali  prima di vendere un’arma da fuoco a una persona senza licenza. Entrambi i progetti dovranno passare al vaglio del Senato.

La proposta di legge sul divieto di armi di assalto

Lo scorso 11 marzo la senatrice Dianne Feinestein insieme agli altri 34 senatori ha presentato il disegno di legge ”  Assault Weapons Ban per vietare la vendita, il trasferimento, la produzione, l’importazione di armi d’assalto in stile militare e caricatori di munizioni ad alta capacità, come quelli usati nel massacro di Dayton, Ohio, dove il tiratore aveva un caricatore da 100 colpi attaccato a un fucile d’assalto.

Le armi d’assalto sono progettate per un unico scopo: uccidere quante più persone possibili nel minor tempo possibile. Ecco perché sono l’arma preferita dagli sparatutto di massa e dai terroristi domestici. Sono armi da guerra e non appartengono alle nostre comunità “, ha detto il membro del Congresso David Cicilline. “Il divieto di queste armi renderà le nostre città e cittadine più sicure e protette e contribuirà a ridurre le morti per armi da fuoco”.

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Annalisa Catapano



Immagine di copertina: https://www.dataforprogress.org/