Annalisa Catapano

Blog di approfondimento

Il Libano a un anno dall’esplosione è sull’orlo del disastro totale

A un anno dalla devastante esplosione nel porto di Beirut, la gente chiede giustizia e verità, ma le autorità  libanesi continuano a ostruire le inchieste in modo da tenere al riparo i sospetti.

Se permetteranno a un crimine del genere di restare impunito, le autorità libanesi passeranno alla storia nel modo più orrendo”, ha dichiarato Mirelle Khoury, che nell’esplosione perse il figlio Elias, di 15 anni.

Amnesty International continua a sostenere la richiesta di un meccanismo d’indagine internazionale quale ad esempio una missione di accertamento dei fatti della durata di un anno. Questa richiesta è stata ribadita al Consiglio Onu dei diritti umani a giugno insieme a una coalizione di oltre 50 organizzazioni per i diritti umani libanesi e internazionali.

L’esplosione di un anno fa, ha ulteriormente peggiorato la situazione economica e sociale del paese. Il Libano infatti sta affrontando una gravissima crisi economica, accompagnata da una profonda instabilità politica.

La gravissima crisi economica

Quella del Libano è la peggiore crisi economica degli ultimi 70 anni. Le cause sono la corruzione, la guerra in Siria, la gestione dei profughi e  infine l’esplosione nel porto di Beirut del 2020

Il 7 marzo 2020 il governo libanese ha annunciato il default finanziario della Banca Centrale Libanese. Mentre a novembre dello stesso anno ha imposto il capitol control per impedire la fuga di capitali, già come è accaduto nella crisi argentina.

Oggi uno dei problemi principali  è la mancanza di riserve, i cittadini si sono visti eliminare sussidi di 200 beni essenziali. Metà della popolazione libanese vive in povertà estrema con meno di un dollaro al giorno e molte persone possono a malapena permettersi cibo e medicine.

Nonostante gli appelli alla responsabilità, il Libano, come ha detto l’ex premier Hassan Diab, “è sull’orlo del disastro totale”.

La pandemia da Covid-19

Alla crisi finanziaria si è aggiunta la pandemia da Covid-19. Il sistema sanitario prevalentemente privatizzato, non è riuscito a sopperire all’emergenza sanitaria. Le cause di questo ulteriore disastro sono da ricercare in un sistema politico incapace e corrotto. Proprio per gli scarsissimi investimenti nella sanità, il Libano è alle prese con un importante esodo del personale sanitario non più disposto a ricevere stipendi risicati e senza infrastrutture mediche.

L’esplosione del 4 agosto 2020

L’esplosione al porto di Beirut ha segnato il definitivo collasso del sistema economico e politico.

Sono morte circa 200 persone, oltre 6.000 i feriti e decine di migliaia hanno perso le loro case. La deflagrazione ha distrutto alcune strutture pubbliche, tra cui degli ospedali, e ha gravemente danneggiato il deposito centrale dell’autorità sanitaria, interrompendo l’accesso ai medicinali, soprattutto per le persone più anziane e per i pazienti con malattie croniche.

Il danno economico stimato è di 4 miliardi di dollari, perchè è stato colpito il cuore degli scambi commerciali del Paese. Un fatto che per l’ennesima volta sottolinea l’incapacità della politica e del governo di vigilare sui depositi esplosivi siti nel pieno centro della città.

Dagli eventi del 2020 è scaturita una crisi politica tutt’oggi ancora in corso. Dopo le dimissioni Hasan Diab, l’incarico di formare un nuovo governo è passato al diplomatico  Mustapha Adib. L’incapacità di quest’ultimo ha portato il Presidente Michel Aoun ad affidare il compito a Saad Hariri, capo del vecchio establishment. Ma Hariri non ha fatto altro che acuire le fratture tra l’elitè e la popolazione. E da allora il Libano si trova in una situazione di stallo politico.

Immagine di copertina: Ansa

 

www.annalisacatapano.it è il blog di approfondimento che si pone l’obiettivo di offrire degli strumenti per comprendere al meglio la realtà e avere un giudizio critico.
I temi trattati riguardano la politica, l’ambiente, l’economia  e i diritti umani.
I contenuti di questo blog richiedono ricerca e tanto approfondimento.
Tutto questo però ha bisogno di un tuo contributo, anche minimo. Grazie mille!