Il terzo vertice intergovernativo tra Italia e Turchia

Martedì 5 luglio, il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha co-presieduto con il Presidente della Repubblica di Turchia, Recep Tayyip Erdoğan il Terzo vertice intergovernativo italo-turco che si è svolto ad Ankara. I temi affrontati in questi incontro spaziano dalla guerra in Ucraina alla questione della sicurezza alimentare.

La condanna della guerra

Entrambi i Paesi hanno condannato l’invasione russa dell’Ucraina e riconfermato il sostegno a Kiev. Draghi ha ringraziato la Turchia per il suo sforzo di mediazione, in particolare per quanto riguarda lo sblocco dei cereali fermi nelle città del Mar Nero. Si è ribadita la necessità di sbloccare le forniture, e quelle di fertilizzanti, per evitare una catastrofe umanitaria e sociale nei Paesi più poveri del mondo.

Rafforzamento dei legami commerciali tra i due Paesi

Il Vertice di martedì è servito anche a rafforzare i legami commerciali tra Italia e Turchia. Italia e Turchia hanno firmato 9 accordi per “rafforzare la cooperazione”, ha riferito Erdogan.  Il presidente turco ha fatto sapere che l’obiettivo per quest’anno è arrivare a un’interscambio economico di 25 miliardi di dollari.
La Turchia oggi è il primo partner dell’Italia in Medio Oriente e Nord Africa. Nel 2021 l’interscambio è stato di quasi 20 miliardi di euro, in crescita del 23,6% rispetto all’anno precedente, mentre l’esportazioni italiane nel paese equivalgono a 9,5 miliardi. Inoltre, secondo i dati del ministero del Commercio turco gli investimenti diretti italiani in Turchia ammontano a circa 6 miliardi di dollari.
Ankara è anche un importante partner energetico: il gasdotto Tanap rappresenta la terza rotta di approvvigionamento di gas.

Migrazione

Resta il nodo sulla questione migratoria. “La gestione dell’immigrazione deve essere umana, equa ed efficace. Noi cerchiamo di salvare vite umane. Ma occorre anche capire che un paese che accoglie non ce la fa più. E’ un problema che il ministro Lamorgese ha posto in Europa, lo ha detto qui e lo diremo alla Grecia quando la incontreremo. Forse noi siamo il paese meno discriminante e aperto, ma anche noi abbiamo limiti e ora ci siamo arrivati” ha detto  Draghi rispondendo ad una domanda sull’immigrazione. Per il presidente turco Erdogan, la Grecia ha iniziato ad essere un minaccia anche per l’Italia.  E poi ha accusato Atene di respingimenti di migranti nell’Egeo.

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