in esteri

In Bosnia e Erzegovina c’è un’emergenza umanitaria

Nei Balcani è in corso una vera e propria emergenza umanitaria, specialmente nel Cantone di Una Sana dove 3000 mila migranti, richiedenti asilo e rifugiati, vivono all’addiaccio.

Una situazione ulteriormente aggravatasi dopo l’incendio appiccato al campo profughi temporaneo di Lipa, presso Bihac, lo scorso 23 dicembre. Da  17 giorni  i migranti sono al freddo e al gelo, senza alcuna protezione e un posto per ripararsi.

L’esercito ha iniziato ad allestire delle tende a Bihac

Dal 1 gennaio l’esercito ha iniziato ad allestire delle tende in un’altra parte di Bihac,  per dare una riparazione temporanea ai migranti, fino a quando non sarà pronta la nuova struttura di Lipa.

La decisione di allestire delle tende è arrivata dopo il duro intervento  dell’Alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza Josep Borrel, che aveva sollecitato le autorità bosniache a intervenire per evitare un ulteriore aggravamento della situazione.

Sabato 10 gennaio, un primo gruppo di circa 200 migranti rimasti senza riparo, dopo l’incendio del campo di Lipa, sono stati sistemati provvisoriamente in grandi tende, munite di riscaldamento. Da quanto si apprende dalla Radiotelevisione Svizzera, si sta lavorando per le altre 700 persone evacuate dal campo di Lipa.

La crisi migratoria

Alla base di questa gravissima situazione umanitaria c’è la crisi migratoria.
La Rotta Balcanica è diventata nel 2019 la principale rotta migratoria dell’Europa.
Data la pericolosità della rotta Mediterranea, molti migranti cercano di raggiungere l’Unione Europea, passando per la Turchia, le isole della Grecia, attraversando via terra i paesi Balcanici per poi arrivare in Bosnia e Erzegovina.
Da qui i migranti tentano l’ingresso nel territorio comunitario attraverso la Croazia. L’entrata è molto difficile a causa dei controlli e dei respingimenti violenti della polizia croata, più volte accusata di violenze e abusi sui migranti.

Nel 2019 si è registrato un flusso in arrivo di 45 mila persone migranti, a cui va un numero imprecisato di persone che non sono registrate.
Si tratta di migranti provenienti dalle varie aree di guerra o in crisi come: il Pakistan, Afghanistan, Africa Subsahariana, Nord Africa e dall’area mediorientale.

Secondo le stime delle autorità, nel corso del 2020 sono entrate in Bosnia circa 16 mila persone, e altre 11mila sono state bloccate  dalla polizia di frontiera. Attualmente, in Bosnia ci sono 3600 migranti e, stando alle stime del ministero dell’Interno, altri 1500 sono in sistemazioni private o vagano all’aperto.

Nei paesi balcanici, dalla Grecia alla Bosnia e Erzegovina, l’accoglienza è molto complicata,  spesso non si riesce ad offrire nemmeno lo stretto necessario come: cibo e cure mediche.
Con gli anni i fondi internazionali per l’assistenza sono calati, rendendo sempre più difficile l’accoglienza.

 

Immagine di copertina: Caritas Ambrosiano