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In Myanmar l’esercito uccide anche con i bossoli italiani

Lo scorso marzo la stampa estera ha riportato la notizia del ritrovamento di bossoli di fabbricazione italiana negli episodi di violenza scaturiti dal colpo di Stato in atto in Myanmar. Queste munizioni sarebbero state utilizzate dalle forze governative per colpire un’ambulanza che trasportava dei feriti, quindi in un contesto di violazione dei diritti umani.

Dalle informazioni diffuse dal quotidiano locale “The Irrawaddy”, il bossolo riporta la scritta “Cheddite” . Gli altri bossoli di questa azienda sono stati utilizzati dalle forze di sicurezza contro i manifestanti nei giorni successivi. Inoltre, le cartucce sono state ritrovate in altre località del Paese, come testimoniano diversi scatti sui social.

Immagine: Rete Italiana Pace e Disarmo.

Il mistero delle cartucce italiane in Myanmar

Dopo un’attenta analisi delle Relazioni governative sull’export di armi militari e dei dati ISTAT dell’analista della RIPD Giorgio Beretta, non risultano dal 1990 a settembre scorso, esportazioni di munizioni e armi dall’Italia alla Birmania.

L’Unione Europea già da luglio 1991 ha posto diverse forme  di divieto e l’ embargo sulle armi nei confronti del Myanmar.

L’azienda Cheddite S.r.l. risulta iscritta al Registro del Ministero della Difesa per le imprese esportatrici di armamenti ai sensi della Legge 185/90.  Non vi è però alcuna menzione dell’azienda negli elenchi delle autorizzazioni rilasciate da UAMA negli anni successivi. Si ipotizza che l’esportazioni di munizioni siano avvenute secondo le norme previste dalla Legge 110/75 (che regolamenta le esportazioni di armi e munizioni di tipo “comune, sportivo o da caccia”) o tramite joint ventures o aziende intermediarie.

La società civile chiede chiarimenti alla Cheddite s.r.l

Le organizzazioni della società chiedono una serie di chiarimenti alla Cheddite S.r.l. in merito al lotto con codice: Produzione 1 luglio 2014 – Lotto 1410?807, ricostruito grazie alle immagini dei bossoli sparati in Myanmar e poichè la società turca Yavaşçalar YAF, un marchio della società turca Zsr Patlayici Sanayi A.S., che utilizza proiettili di gomma con componenti di munizioni prodotte dalla società Cheddite S.r.l.  Dal registro del commercio internazionale delle Nazioni Unite (Comtrade) risultano nel 2014 diverse forniture di fucili e munizioni dalla Turchia a Myanmar.

Le organizzazioni italiane  chiedono se gli accordi  di licenza di esportazione con Zsr Patlayici Sanayi A.S consentono in qualche modo l’esportazione di munizioni riportanti il marchio Cheddite S.r.l. in Myanmar; se l’azienda turca può esportare, più o meno direttamente, munizioni col marchio Cheddite S.r.l. in Myanmar e specificatamente alle forze di polizia e di pubblica sicurezza di quel Paese. 

Il giornale online TPI ha provato a contattare l’azienda interessata, ma ha replicato che non ha nulla da dire o dichiarare.

Sulla questione sono state fatte anche delle interrogazioni parlamentari per chiedere al ministro degli Esteri, chiarimenti  su queste munizioni, nonostante l’embargo europeo dal 1991, e in più si sollecita anche una verifica di tutti i flussi relativi al commercio di armi e munizioni.