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Iraq, il genocidio dei Yazidi

Sei anni fa, esattamente il 3 agosto del 2014, ebbe inizio il genocidio dei Yazidi (minoranza religiosa di lingua curda). I villaggi yazidi furono assediati dai miliziani Isis, dove praticarono violenze e uccisioni. Gli uomini e i ragazzi che si opponevano alla conversione all’islam, vennero giustiziati sommariamente sul posto, rei di professare una religione non conforme ai dettami del califfato.
Le donne e le bambine vennero rapite, ridotte in schiavitù  e vendute ai membri dello stato islamico.
L’Isis ha agito brutalmente anche sui bambini piccoli con una rieducazione coatta con lo scopo di cancellare la loro identità, il loro nome e la loro lingua, riducendoli alla fame.

Il riconoscimento del Genocidio

Nel 2015 il Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani emise un rapporto dove venivano riconosciuti i crimini contro l’umanità perpetrati dall’Isis nei confronti della minoranza Yazida.
Nel 2016 l’Unione Europea condannò lo stato islamico, riconoscendo il crimine di genocidio da parte dei miliziani dell’Isis.

La drammatica situazione dei bambini e delle bambine yazidi

Nella ricerca pubblicata alla vigilia dell’anniversario, intitolato “L’eredità del terrore”, Amnesty International denuncia la drammatica situazione di circa 2000 minori yazidi con problemi mentali e fisici senza precedenti. Molti sopravvissuti hanno ferite, malattie e menomazioni fisiche. In termini di salute mentale, soffrono di depressione, ansia e stress post traumatico. I sintomi e comportamenti variano dalle condotte aggressive, flashback, incubi, e sociopatia. Molte bambine, oggi donne, presentano problemi ad avere figli e a portare avanti le gravidanze. 

Il rapporto di Amnesty International evidenzia anche il problema dell’accesso all’istruzione. Molti minori yazidi sono  lasciati fuori dai programmi scolastici perchè non ne  conoscono l’esistenza o sono scoraggiati dalle complicate pratiche burocratiche. 

Inoltre Amnesty International ha sollecitato le organizzazioni internazionali quali l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati affinchè provveda a velocizzare le operazioni di reinsediamento e ricollocamento per motivi umanitari delle donne e dei minori. 

 

Immagine di copertina: www.amnesty.it