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La crisi idrica in Italia

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La mancanza di pioggia, neve e le temperature al di sopra del periodo stanno causando carenza d’acqua in diverse regioni, soprattutto a Nord ovest e nell’Italia centrale. Sulle regioni centrali si registrano dei deficit elevati di piogge, tra il -60%, -70% su bassa Toscana, Umbria e Lazio e anomalie di circa il -40% sulle Marche. Molto emblematica è l’immagine del Tevere in secca  dove sono riemersi i resti del Ponte Neroniano normalmente non visibili.

Le Regioni che hanno dichiarato lo stato di emergenza sono la Lombardia e l’Emilia Romagna mentre è in via di approvazione in Piemonte, Veneto e Friuli Venezia Giulia.

La peggior crisi idrica del fiume Po degli ultimi 70 anni

L’Osservatorio dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po (Adbpo), registra la peggior crisi da 70 anni ad oggi. “La neve sulle Alpi è totalmente esaurita in Piemonte e Lombardia; i laghi, a partire dal Lago Maggiore, sono ai minimi storici del periodo (eccetto il Garda); la temperatura è più alta fino a due gradi sopra la media; la produzione di energie elettrica è in stallo; le colture, nonostante l’avvio tardivo di 15 giorni della pratica dell’irrigazione (esempio in Lombardia), sono tutt’ora in sofferenza; così come si accentua, con inevitabili danni ambientali a biodiversità e habitat, la risalita del cuneo salino a oltre 10 km dalla Costa Adriatica e con un utilizzo all’80% a 15 km dal mare. In quelle aree del rodigino e del ferrarese l’irrigazione è tutt’ora sospesa o regolata in modo minuzioso nel corso della giornata”- si legge nel rapporto

L’allarme siccità viene anche dall’Enel. “L’acqua è finita. Tutta quella a disposizione è stata ripartita nel tempo richiesto”. È quanto ha riferito il legale rappresentante di Enel, Giovanni Rocchi, in audizione alla commissione congiunta di Agricoltura e Montagna di Regione Lombardia, convocata in via straordinaria per la grave crisi idrica e all’emergenza siccità.

Dati Istat: il 42,0% dell’acqua si perde

Oltre alle conseguenze del cambiamento climatico, vi è anche lo spreco di acqua dalla rete nazionale. Secondo le statistiche Istat 2018-2020 sull’acqua, la percentuale di perdite idriche totali della rete nazionale di distribuzione dell’acqua potabile è del 42,0%: ogni 100 litri immessi nel sistema, ben 42 non sono consegnati agli utenti finali. Le cause sono le cattive condizioni delle infrastrutture idriche che disperdono 3,4 miliardi di metri cubi: 156 litri al giorno per abitante. Stimando un consumo giornaliero pro capite di 215 litri (valore nazionale), le perdite potrebbero garantire le esigenze idriche di circa 44 milioni di persone in un anno.

I fondi del Pnrr

Per la tutela del territorio e della risorsa idrica sono stati stanziati 8,5 miliardi di euro al fine «prevenire e contrastare» le conseguenze dei cambiamenti climatici, 4,4 miliardi di euro per «garantire la gestione sostenibile delle risorse idriche» e 900 milioni  ridurre le perdite nelle reti di distribuzione dell’acqua.

 

Immagine di copertina: foto del giornalista e videomaker Marco Epifani una recente immagine del fiume Po nel tratto compreso tra il Comune di Casalmaggiore e il Comune di Brescello

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