• La crisi tra Ucraina e Russia

    La crisi tra Ucraina e Russia

    La tensione tra Ucraina e Russia è sempre più alta. Martedì 25 gennaio i “mercenari russi” hanno violato il cessate il fuoco. Durante l’incursione armata sono rimasti feriti 2 soldati ucraini.

    I Paesi Nato hanno iniziato a dispiegare navi e jet per aumentare la deterrenza e la difesa nell’Europa orientale, mentre la Russia continua a collocare truppe lungo il confine con l’Ucraina. La decisione della Nato è stata criticata dal portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, secondo cui questa mossa contribuirà ad “alimentare le tensioni sulla sicurezza”.

    Dopo una serie di incontri diplomatici, tutti falliti, gli Stati Uniti, Australia, Germania, Spagna, Italia, Belgio, Gran Bretagna e Belgio hanno invitato i propri cittadini a lasciare l’Ucraina.

    Si è risolto con un nulla di fatto la telefonata tra il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov e il segretario di stato americano Antony Blinken. La Russia ha accusato l’Ue e gli Stati Uniti di aver ignorato le sue richieste sulla sicurezza. Per Blinken la strada diplomatica è ancora aperta, ma serve una de-escalation della Russia.

    I leader ucraini sono molto preoccupati, ma invitano i cittadini a mantenere la calma. Difatti il paese è circondato dall’esercito russo, per una specie di esercitazione al confine bielorusso-Ucraina, che sta impegnando 30 mila militari, due battagliani di sistemi missilistici tera aria S-400 e numerosi aerei da combattimento.

    Per gli Stati Uniti si tratta del più grande dispiegamento militare di Mosca in Bielorussia dai tempi della Guerra Fredda.

    La telefonata tra Putin e Biden

    La telefonata tra Putin e Biden non ha cambiato la situazione. “Il Presidente Biden è stato chiaro, se la Russia  dovesse invadere l’Ucraina gli Stati Uniti e gli alleati risponderanno in modo deciso e imporranno “costi severi” a Mosca“- c’è scritto in un comunicato della Casa Bianca. 

    Il Cremlino conferma che le parti si sono impegnate a proseguire il dialogo, ma ha definito la posizione americana “un’isteria al suo apogeo”. 

    Nelle utime ore, dopo l’infruttuosa telefonata tra Putin e Bide,  ci sono state diverse violazioni del cessate il fuoco a Donbass. 

    La situazione è degerata 

    I segnali di distensione erano apparenti. La Nato e gli Stati Uniti hanno smentito il ritiro delle truppe russe, confermando l’aumento dei soldati.

    Nonostante i tanti giri diplomatici, la situazione al confine russo-ucraino appare sempre più preoccupante. Lo Stato maggiore di Kiev ha denunciato l’uccisione di due soldati. 

    Per gli americani Putin ha deciso di attaccare l’Ucraina. Un aspetto dichiarato dal presidente Biden e poi ribadito dal segretario della Difesa statunitense, Lloyd Austin, durante la Conferenza sulla sicurezza a Berlino. 

    Sabato il presidente russo Putin con il presidente bielorusso Lukashenko ha dato il via all’esercitazioni militari e missilistiche strategiche in Russia. Putin diffondendo queste immagini ha voluto ricordare al mondo che la Russia è una potenza nucleare. 

    Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, intervenuto nel pomeriggio alla Conferenza, ha dichiarato che l’Ucraina è lo “scudo dell’Europa” contro la Russia da 8 anni.  Zelensky ha chiesto alla Nato di calendarizzare l’ingresso dell’Ucraina. “I paesi membri della Nato siano onesti e ci dicano se vogliono l’Ucraina“, ha aggiunto il presidente ucraino. In merito alle sanzioni ha dichiarato:” Vanno applicate ora non dopo che l’Ucraina sarà stata invasa, allora non serviranno più a nulla.

    Domenica 20 febbraio nella regione separatista Donbass hanno segnalato altre nuove violazioni del cessate il fuoco. I separatisti  hanno accusato l’esercito ucraino di aver ucciso due civili  nella città di Pionerskaya, a sette chilometri dal confine con la Russia.

    In giornata si è svolto un colloquio tra il presidente francese Macron e l’omologo russo Putin. Entrambi hanno condiviso l’impegno a ”lavorare intensamente” per raggiungere un cessate il fuoco. I due leader hanno espresso la necessità di un intenso lavoro per consentire una riunione del gruppo di contatto trilaterale.

    Putin riconosce il Donbass

    Il 21 febbraio il presidente russo Putin parlando alla nazione ha confermato l’intenzione di riconoscere l’indipendenza delle repubbliche autoproclamate di Donetsk e Lugansk, nella regione del Donbass.

    Putin invia le truppe russe nel Donbass

    Il presidente russo Vladimir Putin, dopo aver riconosciuto l’indipendenza delle due repubbliche separatiste di Donesk e Lugansk, ha ordinato l’entrata delle truppe russe nella regione. Lo scopo- ha fatto sapere il Cremlino- è assicurare la pace.

    Il Parlamento della Repubblica popolare di Lugansk ha ratificato oggi l’accordo di amicizia, cooperazione e mutuo soccorso con la Russia. lo riposrta il giornle filogoverantivo, tass

    Di fatto il riconoscimento  e l’ingresso delle truppe rappresenta una chiara violazione del diritto internazionale, dell’integrità territoriale dell’Ucraina e la fine degli accordi di Minsk.

    Le sanzioni europee e americane 

     Martedì 23 febbraio, il Consiglio degli Affari Esteri dell’Ue ha approvato all’unanimità un  pacchetto di misure che  vuole  colpire “la capacità del governo e dello Stato russo di accedere a capitali, mercati finanziari e servizi dell’Ue per limitare il finanziamento delle politiche aggressive“.

    L’Alto rapprsentante Ue per la politica estera Josep Borrel ha spiegato che le sanzioni interesseranno i membri della Duma russa che hanno votato per la violazione del diritto internazionale, dell’integrità territoriale e della sovranità dell’Ucraina.

    Il presidente americano Joe Biden invece ha firmato il bando sugli investimenti e le attività commerciali e finanziarie da parte degli americani nelle regioni separatiste. 

    Le cause dello scoppio della crisi

    La crisi è scoppiata tra novembre e dicembre 2021, quando la Russia ha insediato circa 1000 soldati al confine con l’Ucraina. Di conseguenza Europa, Nato e Stati Uniti hanno sollevato dei timori su una propabile invasione russa.
    Questi sviluppi vanno inseriti in un progressivo avvicinamento dell’Ucraina alla Nato,  atto che la Russia considera una minaccia alla propria sicurezza. In particolare, il Cremlino teme che l’Ucraina possa essere utilizzata dalla Nato come trampolino per schierare i missili Nato e puntarli verso la Russia.

    Il 17 dicembre 2021 la situazione è precipitata quando Putin ha chiesto agli Stati Uniti e alla Nato di negare l’ingresso di Ucraina e Georgia nell’Alleanza Atlantica. Mosca ha avanzato ulteriori richieste come l’interruzione di tutte le attività militare euro-atlantica nell’Est Europa, e il ritiro delle truppe della Nato dalla Polonia e dagli Stati baltici di Estonia, Lettonia e Lituania. Sia gli Usa che l’Europa hanno respinto tutte le richieste, minacciando sanzioni.

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