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La direttiva Ue sulla protezione temporanea dei profughi ucraini

Giovedì 3 marzo, nel corso della seduta del Consiglio Affari Interni della UE, è stata approvata, all’unanimità, l’applicazione della direttiva sulla protezione temporanea per le persone in fuga dal conflitto in Ucraina. La direttiva consente l’accesso a un permesso di soggiorno rinnovabile per tre anni e con la possibilità di accedere al mercato del lavoro, alla scuola e ai sistemi di welfare dei paesi ospitanti. Inoltre si è trovato un accordo  su un meccanismo di ripartizione dei profughi tra gli Stati Membri. 

La direttiva Ue sulla protezione temponaea risale al 2001, al periodo successivo ai conflitti nell’ex Jugoslavia. Tuttavia non è mai stata attuata prima del 2022. 

Un milione e più di profughi che scappano dalla guerra

Secondo l’Uhcr, dopo otto giorni di guerra, un milione e più di profughi, su una popolazione di 44 milioni di persone, è già uscito dall’Ucraina per andare in Polonia, Ucraina, Moldavia, Ungheria, Romania e Slovcchia. Il numero purtroppo è destinato ad aumentare

Per l’alto rappresentante dei rifugiati, Filippo Grandi, la decisione dell’Ue di offrire protezione temporanea è senza precedenti.

Per Oxfam la direttiva Ue sulla protezione temporanea dei profughi ucraini è un importante passo avanti, ma lascia fuori chi fugge dalle guerre dimenticate

“La Direttiva, messa a punto nel 2001 in seguito alle guerre nella ex Iugoslavia, non era mai stata applicata, nonostante tante fossero state le situazioni di crisi che lo avrebbero reso necessario, dalla Siria all’Afghanistan. L’UE si era sempre mostrata sorda alle richieste delle società civile”- ha dichiarato Giulia Capitani, policy advisor di Oxfam Italia su migrazione e asilo. 

 

Immagine di copertina: Filippo Grandi UNHCR