Annalisa Catapano

Blog di approfondimento

La Repubblica Democratica del Congo tra scontri armati, violenze e povertà estrema

La Repubblica Democratica del Congo è un Paese martoriato da scontri armati interni, rapimenti e uccisioni. La  provincia di Kivu Nord, dove lunedì  sono stati uccisi l’ambasciatore italiano Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e l’autista del convoglio, è una delle zone più instabili del Paese per la presenza di gruppi armati, alcuni dei quali provengono dall’Uganda e Rwanda.  Questi gruppi  hanno delle mire territoriali soprattutto perchè la zona è ricca di risorse naturali come cobalto, diamanti, rame e oro.

Le Nazioni Unite sono impegnate a contrastare i conflitti tramite la Missione di Stabilizzazione dell’ONU nella Repubblica Democratica del Congo (MONUSCO), istituita nel 2010 per sostenere il governo e la popolazione civile.

Secondo il Kivu Security Tracker le Forze Democratiche Alleate (ADF), le Forze Democratiche per la Liberazione del Ruanda (FDLR), l’Alleanza dei Patrioti per un Congo Libero e Sovrano (APCLS) e il Nduma Defense of Congo-Rénové (NDC-R) sono responsabili per oltre un terzo degli incidenti nel Paese e della metà dei civili che vengono uccisi. Sul territorio opera anche l’Isis finanziato dalla filiale jihadista somala.

Le risorse naturali

Il sottosuolo del Congo è ricco di petrolio, oro, uranio e argento. L’aumento della domanda internazionale ha determinato una lotta accesa fra gruppi para-militari e guerriglieri per il controllo dei territori congolesi di estrazione.

La RDC  è anche il Paese africano con più riserve di cobalto al mondo. Infatti, detiene il 50 per cento di tutte le riserve di questo materiale sul pianeta.

Il cobalto fino a poco tempo fa, veniva considerato un sottoprodotto dell’estrazione del rame e nichel, ma con la rivoluzione digitale è diventato strategico per l’utilizzo delle batterie ricaricabili. Questo lo rende un materiale indispensabile per l’elettronica e i device che utilizziamo quotidianamente.

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La piaga della povertà e dell’epidemie

Nonostante le ricchezze naturali ad oggi la RDC rimane uno dei paesi più poveri del mondo. Più di due terzi della popolazione vive con meno di due dollari al giorno.  Gli ultimi dati risalenti al 2019 riportano cifre inimmaginabili: 12,8 milioni di persone si trovano in uno stato di bisogno umanitario, 1,3 milioni di bambini sotto i cinque anni soffrono di malnutrizione acuta o grave.

Il Paese si trova continuamente a fronteggiare l’epidemia di Ebola e adesso combatte  anche contro il Coronavirus. Nel 2019 ha dovuto affrontare la più grande epidemia di malaria.

Oltre alle epidemie, si aggiunge il dramma delle violenze sessuali aumentate in proporzione alle incursioni dei gruppi armati nei villaggi. Nel 2019 la missione Monusco ha documentato 1.409 casi di stupro nel periodo post elettorale.

Lo scorso anno l’OMS ha anche aperto un’inchiesta sulle violenze sessuali che avrebbero commesso alcuni operatori umanitari impegnati nel contrastare l’epidemia da Ebola.

Cinquantuno donne hanno denunciato di essere state sfruttate e di aver subito violenze sessuali da uomini, per lo più stranieri, che si erano qualificati come operatori umanitari. Le violenze sarebbero state perpetrate tra il 2018 -2020.

In un comunicato l’OMS ha fatto sapere che farà luce su quanto accaduto e le persone identificate dovranno rispondere di reati gravissimi e delle conseguenze, come il licenziamento.

Immagine di copertina: Missione MONUSCO