Annalisa Catapano

Blog di approfondimento

La Turchia esce dalla Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne

La Turchia lascia la Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne, nonostante sia stata la prima a ratificarla. Il trattato obbliga i paesi firmatari ad adottare una legislazione che combatte la violenza domestica, gli stupri e gli abusi sulle donne.

Secondo i conservatori turchi la Convenzione danneggia l’unità familiare, incoraggiando il divorzio e  dando spazio alla comunità LGBT.
Il vicepresidente turco, Fiat Oktay, commentando la decisione su Twitter, ha dichiarato: “La soluzione è nelle nostre tradizioni e costumi. Non abbiamo bisogno di cercare altro all’esterno e di imitare gli altri.

L’annunciato ritiro della Turchia dalla Convenzione di Istanbul del Consiglio d’Europa sulla violenza contro le donne è una battuta d’arresto enorme, che compromette la protezione delle donne in Turchia, in tutta Europa e oltre“, ha dichiarato il Segretario Generale del Consiglio d’Europa,  Marija Pejčinović Burić.

Migliaia di donne sono scese in piazza

Migliaia di donne attiviste e non solo  sono scese per le strade di Istanbul contro la decisione del governo.

Alle manifestazioni si sono uniti anche i parlamentari dell’opposizione.

I femminicidi

Secondo i dati della piattaforma Fermeremo i femminicidi, il 2019 si è concluso con 474 omicidi perpetrati da uomini contro le donne. Nel 2020 ci sono stati 300 femminicidi e 171 morti sospette. Alcuni di questi sono stati classificati come suicidi.

Come denunciano le associazioni, alla base delle violenze e dei femminicidi c’è una cultura patriarcale e maschilista. Lo stesso  Erdogan sostiene la folle idea dell’inferiorità della donna rispetto all’uomo, giustificando la repressione fisica e psicologica e condannandola al ruolo di madre e casalinga.

Il ritiro della Turchia dalla Convenzione è un fatto molto preoccupante, soprattutto perchè avviene in un periodo di erosione dei diritti nel paese.
Il 26 giugno 2021 la polizia anti sommossa ha usato la forza contro i partecipanti  del Pride di Istanbul,  scesi in strada nonostante l’evento fosse stato vietato per il sesto anno consecutivo. Centinaia di manifestanti sono stati colpiti da gas lacrimogeni e dai proiettili di plastica. Circa 47 persone sono state arrestate, tra  cui due minorenni e un giornalista dell’Agenzia France Presse che ha subito maltrattamenti e torture da parte della polizia mentre era bloccato a terra con un ginocchio sul collo.

Dal 1 luglio la Turchia è ufficialmente fuori dalla Convenzione di Instanbul.

“Allo scoccare della mezzanotte, la Turchia ha voltato le spalle alla protezione delle donne, inviando uno sconsiderato e pericoloso messaggio a chi compie violenza contro di loro: potranno continuare a farlo con impunità”ha dichiarato Agnès Callamard, segretaria generale di Amnesty International.

 

VEDI ANCHE

Il decimo anniversario della Convenzione di Instanbul contro la violenza sulle donne

 

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