Libano, sono trascorsi due anni dalla devastante esplosione nel porto di Beirut

A due anni dalla devastante esplosione nel porto di Beirut che ha provocato la morte di 200 persone, ancora non c’è giustizia e verità. Gli esponenti politici sospettati hanno presentato oltre 25 richieste di archiviazione causando la sospensione dell’inchiesta condotta dal giudice Bitar, quasi un anno fa.

Un gruppo di organizzazioni non governative libanesi e internazionali, tra cui Amnesty International, ha chiesto agli stati membri del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite di presentare una risoluzione, alla prossima sessione di settembre, per inviare “una missione conoscitiva indipendente e imparziale” che faccia luce su quanto accaduto il 4 agosto 2020.

“La missione – si legge in una nota di Amnesty International, prima firmataria dell’appello – dovrebbe stabilire i fatti e le circostanze, comprese le cause profonde, dell’esplosione, al fine di stabilire la responsabilità statale e individuale e sostenere la giustizia per le vittime”.

“Due anni dopo, l’indagine interna è stata interrotta senza aver fatto alcun progresso. Le autorità libanesi hanno ripetutamente ostacolato il corso delle indagini interne sull’esplosione proteggendo politici e funzionari coinvolti nell’esplosione da interrogatori, procedimenti giudiziari e arresti”.

L’esplosione di un anno fa, ha ulteriormente peggiorato la situazione economica e sociale del paese. Il Libano infatti sta affrontando una gravissima crisi economica, accompagnata da una profonda instabilità politica.

La gravissima crisi economica

A seguito delle elezioni parlamentari del 15 maggio e della nomina di Najib Mikati a primo ministro designato il 23 giugno, è necessaria ora la formazione del governo. Il parlamento, il presidente e il nuovo governo si trovano a far fronte una crisi senza precedenti che attraversa il paese. Le cause sono molteplici:  la corruzione, la guerra in Siria, la gestione dei profughi, la crisi alimentare ed energetica e l’esplosione nel porto di Beirut del 2020

Nonostante alcuni sviluppi positivi, tra cui la firma di un accordo a livello di organico con il Fondo monetario internazionale (FMI) il 7 aprile e il tempestivo svolgimento delle elezioni legislative del 15 maggio, le autorità libanesi devono dare attuazione a una serie di riforme economiche e di governance attese ormai da tempo. 

 

Immagine di copertina: Ansa