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Plastica monouso, per la Commissione Europea l’Italia viola la direttiva

Il 14 gennaio 2022 è entrato in vigore  il decreto che recepisce la direttiva europea Sup (Single Use Plastics) con l’obiettivo di ridurre l’uso della plastica monouso.  Ma la Commissione europea ritiene che il provvedimento “ non è il linea con le disposizioni e gli obiettivi della direttiva” e non intravede “alcuna base giuridica per introdurre deroghe”.

Nel documento inviato dalla Commissione europea a dicembre, si ricorda che il parere circostanziato obbliga ogni stato membro a rinviare di 6 mesi l’adozione a decorrere dalla data di modifica. Quindi c’è tempo fino a marzo affichè il governo si adegui, in caso contrario rischia una procedura di infrazione. 

Le violazioni 

La prima violazione è che la legge di delegazione europea approvata dal Parlamento promuove le plastiche biodegradabili e compostabili come sostituti della plastica tradizionale, mentre la norma comunitaria, basandosi sui dati scientifici disponibili, ne vieta espressamente l’impiego per frenare gli impatti ambientali dell’usa e getta.
L’altro punto  è l’esclusione dell’ambito di applicazione della direttiva dei prodotti dotati di rivestimento al 10 percento dell’intero prodotto, e in merito a questa tipologia di articoli le norme comunitarie non precedono alcuna deroga.  A questo si aggiunge il ritardo dell’entrata in vigore della normativa europea, fissata per lo scorso 3 luglio 2021. 

Già da maggio Greenpeace Italia aveva inviato una lettera al ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, informandolo della potenziale violazione presente nella bozza dello schema di recepimento italiano. Il ministro non ha mai risposto.