in Ambiente

Nuova Ilva, l’accordo vantaggioso per ArcelorMittal

Il 14 aprile 2021 Invitalia ha sottoscritto l’aumento di capitale di AM InvestCo Italy S.p.A., la società affittuaria dei rami di azienda di Ilva in Amministrazione Straordinaria.
La sottoscrizione è avvenuta in attuazione dell’accordo di co-investimento tra Arcelor Mittal Holding S.r.l., Arcelor Mittal SA e Invitalia, firmato lo scorso dicembre e salutato con un certo entusiasmo dall’allora governo Conte.

L’accordo e le criticità

Invitalia ha immesso in Am InvestCo Italia 400 milioni di euro, fornendosi una partecipazione del 38% e pari diritti di voto con controllo congiunto sulla società. In tal modo Am InvestCo Italy  errà ribattezzata Acciaierie d’Italia Holding e la sua principale controllata operativa ArcelorMittal Italia sarà ribattezzata Acciaierie d’Italia.

A maggio 2022 è previsto un secondo aumento di capitale di Invitalia fino a 680 milioni di euro, per finanziare il perfezionamento dell’acquisto dei rami di azienda da parte di Acciaierie d’Italia, subordinatamente al verificarsi di determinate condizioni sospensive. 

Le condizioni indicate nel solo comunicato di ArcelorMittal indicate con un asterisco sono le seguenti:

– la modifica del piano ambientale esistente per tener conto del nuovo piano industriale;
– la revoca di tutti i sequestri penali riguardanti lo stabilimento di Taranto;

– l’assenza di misure restrittive – nell’ambito dei procedimento penali in cui Ilva è imputata.

In altre parole la multinazionale indiana vincola il futuro di Acciaierie d’Italia a un piano ambientale meno stringente (qui si smentisce la natura green dell’accordo indicata da Invitalia), all’esito del processo Ilva e ai dissequestri e all’introduzione dello scudo penale.

Nella noticina indicata nel comunicato stampa di ArcelorMittal si dice che, nel caso non vengano rispettate queste condizioni, l’Acciaierie d’Italia Holding non sarebbe tenuta a completare l’acquisto dei beni dell’Ilva e il capitale investito sarebbe restituito.

Nel caso queste condizioni vengano soddisfatte la partecipazione di Invitalia Acciaierie d’Italia Holding aumenterebbe del 60%, mentre ArcelorMittal investirà fino a 70 milioni  per mantenere una partecipazione del 40% e il controllo congiunto della società.

L’altro punto importante indicato nel chiaro comunicato di ArcelorMittal è che Acciaierie d’Italia Holding opererà in modo indipendente e come tale avrà i propri piani di finanziamento senza fare affidamento su ArcelorMittal. Conseguentemente il colosso indiana deconsoliderà le sue attività e passività di Acciaierie d’Italia Holding (ex AM InvestCo Italy) dal suo stato patrimoniale consolidato.

In alte parole ArcelorMittal non riconoscerà i debiti della nuova società italiana come propri. Di conseguenza, come fa notare in un editoriale PeaceLink, saranno i contribuenti a pagare eventuali fallimenti.

Quindi il colosso indiano da una parte si assicura l’immunità penale in base alle condizioni poste, e dall’altra si scrolla di dosso ogni passività dell’azienda.

Vedi anche Accordo ex Ilva: le tre condizioni imposte da ArcelorMittal che il Governo non dice