• Crisi climatica, rapporto IPCC: c’è poco tempo per agire

    Crisi climatica, rapporto IPCC: c’è poco tempo per agire

    I cambiamenti climatici indotti dall’uomo stanno causando pericolosi e diffusi sconvolgimenti nella natura, colpendo la vita di miliardi di persone in tutto il mondo, nonostante gli sforzi per ridurre i rischi. Oltre il 40% della popolazione è “altamente vulnerabile” a causa degli effetti della crisi climatica. Questo è emerso nell’ultimo rapporto del Panel Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (IPCC), pubblicato il 28 febbraio. 

    Ridurre le emissioni di gas serra

     Dal 2010 al 2020, il numero di persone morte a causa delle inondazioni, ondate di caldo e tempeste è stato quindici volte superiore in regioni molto vulnerabili del pianeta come Africa, Asia meridionale, Centro e Sud America. 

    Se le temperature dovessero andre oltre 1,5°C, attestandosi tra il 1,7°C e 1,8°C , metà della popolazione mondiale potrebbe essere esposta a condizioni climatiche molto pericolose per l’aumento vertiginoso di caldo e umidità.

    Per evitare una crescente perdita di vite umane, biodiversità e infrastrutture è necessario ridurre rapidamente le emissioni di gas serra. Ad oggi, i progressi sull’adattamento non sono uniformi ed è sempre più ampio il divario tra le azioni intraprese e ciò che è necessario fare per affrontare i crescenti rischi connessi ai cambiamenti climatici. Questo divario è maggiormente accentuato tra le popolazioni a basso reddito. 

    Rafforzare la natura per adattarsi a un clima che cambia 

    Il rapporto, oltre a dare indicazioni su come ridurre i rischi climatici, fornisce nuovi approfondimenti per migliorare la vita delle persone mentre il clima cambia.

    “Ecosistemi in salute sono più resilienti di fronte ai cambiamenti climatici e
    forniscono servizi essenziali per la vita, come cibo e acqua”, ha detto il copresidente del gruppo di lavoro II dell’IPCC Hans-Otto Pörtner.
    “Ripristinando gli ecosistemi degradati e conservando efficacemente ed equamente il 30-50% degli habitat terrestri, d’acqua dolce e marini, le società umane possono trarre beneficio dalla capacità della natura di assorbire e immagazzinare carbonio. In questo modo possiamo accelerare il progresso verso lo sviluppo sostenibile, ma sono essenziali finanziamenti adeguati e sostegno politico”.

    Gli scienziati sottolineano come i cambiamenti climatici interagiscono con una serie di variabili, quali l’uso insostenibile delle risorse naturali, la crescente urbanizzazione, le disuguaglianze sociali, le perdite e i danni da eventi estremi e la pandemia, mettendo in pericolo lo sviluppo futuro.

    Il nostro lavoro di valutazione sui cambiamenti climatici mostra chiaramente che affrontare tutte queste diverse sfide coinvolge tutti – governi, settore privato, società civile – per lavorare insieme nell’ambito dei processi decisionali e degli investimenti, dare priorità alla riduzione del rischio, così come a equità e giustizia“, ha detto il co-presidente del Gruppo di Lavoro II dell’IPCC, Debra Roberts.

    Il rapporto afferma chiaramente che realizzare un modello di sviluppo resiliente al clima è già adesso, agli attuali livelli di riscaldamento, una sfida complessa. Questo obiettivo sarà ancora più difficile da raggiungere se il riscaldamento globale dovesse superare la temperatura di 1,5°C. In alcune regioni, realizzare uno sviluppo resiliente ai cambiamenti climatici sarà una cosa impossibile se il riscaldamento globale dovesse superare i 2°C. Questo è un dato fondamentale del rapporto, che sottolinea l’urgenza di azione climatica, concentrandosi su equità e giustizia.