in attualità, diritti umani

L’Oklahoma vieta l’aborto

Il governatore repubblicano dell’Oklahoma, Kevin Stitt, ha promulgato la legge che vieta l’interruzione di gravidanza, sin dalla fecondazione. La legge in questione è considerata la più restrittiva degli Stati Uniti.

La legge in vigore

La legge dell’Oklahoma è passata con 73 voti favorevoli e 16 contrari. Vieta l’aborto sin dal concepimento ed è permesso solo per salvare la vita della madre o nei casi di stupro o incesto, se denunciati alle forze dell’ordine. Inoltre, la legge che è già entrata in vigore permette ai privati cittadini di fare causa a chi pratica l’aborto e di chiedere un risarcimento fino a 100 mila dollari e il carcere fno a 10 anni.

La normativa in questione cerca di raggirare la sentenza Roe V.Wade. Il 2 maggio la Corte suprema ha confermato di voler annullare la storica sentenza  del 1973 che garantisce il diritto all’aborto.

Una legge simile è stata approvata in Texas nel luglio 2021, che vieta l’aborto nel momento in cui vi è il battito fetale, ossia intorno alle sei settimane. La legge prevede anche una ricompensa di 10.000 dollari per chiunque denunci un’interruzione di gravidanza illegale. A niente sono valsi i tentativi delle associazioni femministe per bloccare la legge: la Corte suprema del Texas ha ritenuto la norma legittima.

 

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