Annalisa Catapano

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ONU: in 25 anni si sono verificati 266.000 casi di violazioni contro i bambini in situazioni di guerra

Venticinque anni fa, Graça Machel, divulgò un importante rapporto “L’impatto della guerra sui bambini“, dove esortava la comunità internazionale a intraprendere azioni concrete per proteggere i bambini dal flagello della guerra.

Da allora la comunità internazionale in collaborazione con le organizzazioni non governative si è attivata per istituire meccanismi di monitoraggio e di segnalazione. In questi anni, le Nazioni Unite hanno verificato 266.000 casi di gravi violazioni contro i bambini in più di 30 situazioni di conflitto in Africa, Asia, Medio Oriente e America Latina. Tra questi, più di 104.100 bambini uccisi e mutilati, 93.000 bambini reclutati e utilizzati in ruoli di combattimento e di supporto, 25.700 bambini rapiti e altri 14.200 bambini vittime di violenza sessuale.

Un passo indietro: il rapporto di Graça Machel

Graça Machel è un avvocato di diritto internazionale e attivista per i diritti delle donne e dei bambini.

In Monzambico, durante il governo di suo marito, Sambora Machel, ha assunto l’incarico  di Ministro dell’Istruzione e della Cultura, riuscendo ad abbattere del 72%  il tasso di analfabetismo.

Dato il suo attivismo, nel 1996 ha redatto il primo rapporto sull’impatto dei conflitti armati sui bambini, esortando l’Unicef a trovare una sistemazione per i bambini esiliati o senza casa e i fondi per la loro rieducazione. Il suo rapporto per la prima volta ha dimostrato alla comunità internazionale la necessità di adottare misure efficaci per la protezione dei bambini vittime dei conflitti armati.

L’impatto della guerra sui bambini 

Nel 2020, le Nazioni Unite hanno verificato un totale di 26.425 violazioni contro i bambini in situazioni di conflitto, ovvero 72 violazioni che si verificano ogni singolo giorno o tre violazioni ogni ora. Ha anche segnato il settimo anno di fila con almeno 20.000 violazioni verificate.

I Paesi con il più alto numero dei bambini uccisi e mutilati nel 2020 si trovano in Afghanistan, Siria, Yemen, con un totale complessivo di 8.422 bambini.

Si tratta di casi  verificati attraverso il Meccanismo di Monitoraggio e Segnalazione guidato dall’ONU, istituito nel 2005 per documentare in modo sistematico le violazioni più eclatanti contro i bambini nelle zone di conflitto. Le cifre reali sono sicuramente molto più alte. 

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