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Ex Ilva, l’Onu richiama lo Stato italiano al rispetto della salute e dell’ambiente

L’Italia dovrebbe intensificare gli sforzi per rimediare agli impatti negativi sul godimento dei diritti umani dovuti a decenni di industrializzazione. Le autorità dovrebbero garantire che le industrie utilizzino tecnologie e metodi di produzione che non danneggino la salute dei residenti. Ogni persona ha il diritto di vivere in un ambiente sano e privo di sostanze e rifiuti tossici.” Queste sono le parole del Relatore Speciale delle Nazioni Unite Marcos A. Orellana sulle implicazioni per i diritti umani della gestione e dello smaltimento ecompatibile di sostanze e rifiuti pericolosi, al termine della visita condotta in Italia dal 30 ottobre al 13 dicembre 2021.
Il rapporto finale sulle questioni e sulle tematiche discusse durante la visita sarà presentato alla 51a sessione del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite nel settembre 2022.

Il relatore speciale delle NU ha mostrato una certa preoccupazione per la situazione di Porto Marghera dove si trova un sito industriale abbandonato, l’inquinamento in Veneto da PFAS, la Terra dei Fuochi, l’ex Ilva di Taranto e Livorno.

L’ex Ilva di Taranto

Nella relazione si prende atto che per 60 anni il più grande stabilimento siderurgico d’Europa ha emesso polveri sottili, diossine cancerogene e altre sostanze pericolose.

Il quartiere Tamburi e Borgo sono i più colpiti perchè più vicini al siderurgico. L’Istituto Superiore di Sanità ha documentato una riduzione del quoziente intellettivo nei bambini. Altri studi invece hanno dimostrato casi di autismo e deteriormento dello sviluppo neuronale.

Il relatore mostra preoccupazione anche per i livelli allarmanti di emissioni di Co2 dell’impianto, classificato come il primo emettitore di Co2 in Italia. Quindi l’impianto- si legge nella relazione- dovrebbe  smettere di bruciare carbone per la produzione di elettricità.

Inoltre, si prende atto che il governo ha adottato diversi decreti legislativi noti come “Salva Ilva”. In particolare il decreto legislativo n.98 del 9 giugno 2016, prevede l’immunità penale e amministrativa del futuro acquirente. Si precisa che questa concessione dell’immunità crea una percezione di impunità a vantaggio di potenti interessi economici ed è quindi incompatibile con il principio di uguaglianza.

Dal rapporto emerge che l’Italia deve accelerare la bonifica dei siti contaminati, cosi come la trasformazione dell’Ilva, in modo che la salute delle persone e l’ambiente non siano in pericolo. Inoltre, il ministero della Transizione Ecologica non deve ignorare le conclusoni dell’Arpa Puglia. Lo Stato italiano dovrebbe garantire che lo svolgimento di qualsisi attività, rispetti i livelli di qualità dell’aria secondo i parametri aggiornati dall’OMS.