Polonia, attivista al processo per aver prestato aiuto ad abortire

E’ iniziato in Polonia il primo processo in Europa nei confronti di una persona accusata di“aver prestato aiuto ad abortire” e di “possesso non autorizzato di medicinali allo scopo di immetterli nel mercato”.

Justyna Wydrzynska, una delle quattro fondatrici dell’Abortion Dream Team, un collettivo di attiviste che offrono sostegno per abortire in modo sicuro seguendo le direttive dell’Organizzazione mondiale della sanità, rischia fino a tre anni di carcere per aver fornito, nel 2020, pillole abortive a una donna che aveva subito violenza domestica.

Dopo la prima udienza dell’8 aprile, il processo è stato aggiornato al 14 luglio e successivamente rinviato al 14 ottobre. 

La legge anti-aborto 

Circa un anno fa, in Polonia, è entrata in vigore la legge che vieta l’aborto anche in casi di malformazioni gravi del feto. Da allora oltre 1000 donne si sono rivolte alla Corte europea dei diritti umani, sostenendo che la legislazione polacca causa gravi danni alle donne e viola i loro diritti alla riservatezza e alla libertà.

Amnesty International e altre otto organizzazioni si sono iscritte come terze parti alle cause avviate di fronte alla Corte europea dei diritti umani con l’obiettivo di fornire prove e analisi basate sul diritto internazionale dei diritti umani, sulla legislazione europea e sulle linee-guida dell’Organizzazione mondiale della sanità.

 A gennaio una donna di 37 anni, incinta, è deceduta dopo aver portato in grembo un feto morto per una settimana. Agnieszka ha lasciato un marito e tre figli. Per i familiari i medici l’hanno costretta a portare in grembo un feto morto, perchè temevano di mettere in pericolo il gemello. Ma poco dopo è morto anche il secondo feto. Dopo la rimozione dei due feti morti, le condizioni della donna si sono aggravate fino a giungere al decesso. L’ospedale si è difeso dichiarando che, dopo la morte del primo feto, si è adottato un approccio attendista perchè c’era la possibilità di salvare il secondo gemello. 

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Immagine di copertina: Womenareurope