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La protesta dei navigator

Il 30 aprile 1.890 navigator rischiano di rimanere senza un’occupazione. Dopo due proroghe, la figura professionale del navigator introdotta con il reddito di cittadinanza rischia di essere archiviata. Per questo decine di lavoratori sono scesi in diverse piazze d’Italia per chiedere un ulteriore proroga in attesa di una soluzione strutturale, risultato auspicato dai sindacati. “Ci siamo sempre occupati degli ultimi. Al momento siamo in stato di agitazione e abbiamo sospeso le attività. Paradossale dover prendere qualcuno in carico oggi e poi avvertirlo che non potremo più seguirlo tra due settimane, a causa della scadenza dei contratti”, denunciano i navigator.

Mercoledì 13 aprile i rappresentanti dell’Associazione Nazionale Navigator hanno avuto l’asscurazione che si sta lavorando per una convocazione con il ministro Orlando, ma nel frattempo torneranno in piazza a Roma il 20 aprile. 

L’incertezza 

I navigator sono una figura professionale e hanno il compito di supportare gli operatori dei Centri per l’Impiego nella realizzazione di un percorso che coinvolga i beneficiari del Reddito di Cittadinanza dalla prima convocazione fino all’accettazione di un’offerta di lavoro congrua.

Il primo contratto biennale è scaduto nell’aprile 2021. Di Maio aveva assicurato che li avrebbe stabilizzati tutti in Anpal Servizi, la società commissariata dal governo Draghi. Da allora si è andati avanti con le proroghe, l’ultima scade il 30 aprile. Nei contratti c’era una clausola secondo cui man mano che si sarebbero fatti i concorsi per i centri per l’impiego, i navigator si sarebbero inseriti. Molti infatti hanno optato per candidarsi agli 11.600 posti con contratto a tempo indeterminato banditi dalle regioni per i centri per l’impiego. Ma i rappresentanti dei navigator lamentano che i posti spesso sono un appannaggio dei precari storici che attendono la stabilizzazione. Inoltre, non viene riconosciuto alcun punteggio per l’esperienza maturata dai navigator sul campo.