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Raman Bandarenka, l’attivista bielorusso ucciso dopo essere stato picchiato dalle forze di sicurezza

In Bielorussia continua la repressione.

Si chiamava Raman Bandarenka, l’artista di 31 anni, residente a Minsk,  deceduto in ospedale la sera del 12 novembre, dopo essere stato picchiato dalle forze di sicurezza.
Secondo la stampa, uomini camuffati e non identificati, si sono recati nel quartiere dell’artista per rimuovere bandiere e nastri di protesta,  subito dopo lo hanno caricato su un furgone dopo aver avuto con lui un’accesa discussione sull’operazione in corso.
Dopo alcune ore Bandarenka è stato portato in ospedale privo di conoscenza, con ferite alla testa e un polmone collassato.

Le autorità provano a difendersi dichiarando che la vittima era ubriaca. Secondo fonti ospedaliere, Raman era in coma a seguito di lesioni e un edema celebrale.

Centinaia di manifestanti hanno organizzato delle lunghe catene umane e  si sono incontrati nella Piazza del Cambiamento per ricordare l’artista attivista  come dimostrano queste immagini di TUT.BY

Bande di persone in boghese che da mesi reprimono le proteste 

Amnesty International sottolinea che da mesi le autorità bielorusse hanno lasciato mano libera a bande di persone in borghese non identificate, per attaccare violentemente i manifestanti pacifici.
Nessuno di loro è mai stato arrestato o processato.
Le autorità bielorusse continuano a governare col terrore e a colpire con la violenza e il carcere chi dissente pacificamente dal loro operato. Chiediamo l’apertura immediata di un’indagine rapida, approfondita, imparziale e indipendente sull’uccisione di Bandarenka“, ha dichiarato Marie Struthers, direttrice per l’Europa orientale e l’Asia centrale di Amnesty International.

L’Unione Europea minaccia altre sanzioni 

L’Unione Europea ha già imposto sanzioni alla Bielorussia a causa della violenza contro i manifestanti, ma è già pronta ad imporne altre se la situazione non cambierà. Questo si legge in una nota diffusa  dal servizio per l’azione esterna della Commissione (Seae), dove si condanna la morte dell’attivista 31 enne, avvenuta in ospedale, in seguito alle percosse ricevute da persone mascherate e non identificate

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Immagine di copertina: TUT.BY