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Rapporto Onu sull’ambiente: l’ex Ilva di Taranto è tra i siti più inquinati dell’Europa occidentale

“L’acciaieria Ilva di Taranto ha compromesso la salute delle persone e ha violato diritti umani per decenni provocando un grave inquinamento atmosferico. Nelle vicinanze i residenti soffrono di malattie respiratorie, malattie cardiache, cancro, malattie neurologiche debilitanti e mortalità prematura.
Il diritto a un ambiente salubre può essere garantito solo se si limita l’utilizzo di sostanze tossiche che colpiscono le persone più vulnerabili. Questo non accade a Taranto dove le operazioni di pulizia e bonifica dovevano iniziare nel 2021 ma sono state rinviate al 2023, con azioni dei diversi governi che permettono all’impianto di funzionare non tenendo conto neanche della sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo con la quale l’Italia, nel 2019, è stata condannata per aver violato il diritto al rispetto della vita privata e familiare di alcuni cittadini”.
Questo è quanto emerso dal rapporto Onu “The right to a clean, healthy and sustainable environment: non-toxic environment”, approvato dal Consiglio per i diritti umani dell’Onu il 12 gennaio 2022.

Inoltre, l’ONU sollecita il Governo a realizzare interventi per evitare il deterioramento dell’ambiente e le gravi diseguaglianze sociali come il diritto alla salute e alla vita.

Con questa relazione l’Onu per la prima volta certifica la situazione problematica di Taranto. Nell’ottobre 2021 le associazioni di Taranto avevano denunciato all’Onu una serie di forti criticità della situazione ambientale di Taranto.

“La comunità di Taranto è svantaggiata rispetto al resto del pianeta.”
Cosa vorrà fare il Governo italiano? Solite orecchie da mercante o si adopererà per collocare la città di Taranto in un luogo civile e moderno?” ha commentato Giustizia per Taranto.