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Saluto romano al Corteo Ramelli, il Gup: “Tentativo di proselitismo per il partito fascista”

Qualche giorno fa, sono state depositate le motivazioni  di condanna dei cinque esponenti di estrema destra, tra cui il leader di Casapound, Gianluca Iannone. 
Il provvedimento si riferisce alla commemorazione di Sergio Ramelli del 29 aprile 2019, durante la quale migliaia di persone risposero con il saluto romano, tipico del fascismo.

La commemorazione di Sergio Ramelli del 29 aprile 2019 

Ogni anno in via Paladini a Milano, si commemora Sergio Ramelli, il giovane del Fronte della libertà, assassinato il 29 aprile  1975 dai militanti di Avanguardia Operaia.  Quel 29 aprile 2019, ci fu in tentativo di sfilare in corteo senza alcuna autorizzazione, con in testa il leader di Casapound.  Dopo qualche tafferuglio, la  commemorazione si concluse con un migliaio di braccia alzate e di mano tese nel saluto romano, ripetuto più volte.

La Procura di Milano in quell’occasione aprì un’inchiesta per manifestazione fascista e manifestazione non autorizzata. 

La motivazione della condanna

Lo scorso settembre il gup Manuela Cannavale ha condannato con rito abbreviato 5 esponenti di estrema destra a un anno e dieci mesi, di cui Gianluca Iannone, Casapound Italia, e Francesco Polacchi di Casapound ed editore di Altaforte Edizioni. Mentre i restanti 24 militanti sono rinviati a giudizio.

Qualche giorno fa, sono arrivate le motivazioni di condanna: ” 1.200 persone delle diverse realtà extraparlamentari di destra riunite in modo compatto, che insieme rispondono alla chiamata al presente e contemporaneamente alzano il braccio nel saluto romano con orgoglio ed entusiasmo, certamente creano in soggetti che si ritrovano nelle loro idee una suggestione, una forza, una evocazione del passato regime tali da rappresentare un concreto tentativo di proselitismo e, quindi, un concreto pericolo di raccogliere adesioni finalizzata alla ricostituzione di un partito fascista”.

Tuttavia, anche se non può configurarsi giuridicamente come istigazione a riorganizzare il partito fascista- secondo il giudice-  ci sarebbero stati gli atti prodromici necessari. 

Secondo la sentenza, il corteo per Sergio Ramelli è un’occasione in cui si incontrano tutti i movimenti di estrema destra ,e  il solo fatto di fare il salute romano, è un modo di svincolarsi dalle ragioni reali della manifestazione, celebrando in realtà il partito fascista. 

Immagine di copertina: Huffington post