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Femminicidi, il Senato approva la relazione sui percorsi trattamentali per gli uomini autori di violenza

Il Senato ha approvato all’unanimità la relazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio, nella fattispecie sui percorsi trattamentali per uomini autori di violenza nelle relazioni affettive e di genere.

Ad oggi, a livello nazionale e internazionale, sussistono dei precisi obblighi, come la Convezione di Istanbul che prevede la necessità di istituire e sostenere programmi rivolti agli autori di violenza.

La violenza contro le donne non è un raptus né una malattia, ma un fenomeno strutturale espressione di fattori culturali e sociali. Alle donne crediamo e agli uomini chiediamo una netta assunzione di responsabilità.
Resta ferma la condanna e la sanzione del comportamento violento: non si lavora affinché gli uomini maltrattanti possano tornare insieme alle donne da loro abusate solo perché si interrompe comportamento violento o recidivo. Si lavora perché possano cambiare le modalità con cui questi uomini si rapportano sempre all’altro sesso, ridefinendo il loro modo di vivere sentimenti emozioni” ha dichiarato Valeria Valente, presidente della Commissione d’inchiesta sui femminicidi.

Le 4 P della Convenzione di Istanbul

La Convenzione di Istabul per raggiungere l’obiettivo di eliminare ogni forma di violenza di genere, individua quattro principali strategie di intervento, le cosiddette quattro P: «Prevenire, Proteggere, Perseguire e Politiche ». In questo contesto, gli interventi rivolti agli uomini autori di violenza si collocano a cavallo dei primi tre assi (la Prevenzione, la Protezione e la Punizione).

Alla base vi è l’idea che vi sia la possibilità di lavorare sui comportamenti, provocandone un cambiamento. È di tutta evidenza, infatti, che se non si interviene per cambiare il comportamento degli uomini che ne sono autori – oltre che in generale la cultura che non stigmatizza il comportamento violento – il contrasto alla violenza contro le donne non può dirsi mai completo.


I programmi attivi oggi in italia per uomini autori di violenza

I dati disponibili a livello nazionale sono numericamente limitati per via dell’inesistenza di una normativa che impone di raccoglierli con metodo scientifico, sistematico ed aggregato.

Le informazioni più consolidate sono  invece contenute nella ricerca realizzata nel 2018 dall’IRPPS–CNR, riguardante la diffusione dei Centri per uomini autori di violenza in Italia. Dal documento emerge  un numero di accessi in costante aumento: dato molto positivo se si considera che nel 2017 solo 726 uomini in tutta Italia hanno preso parte ad un percorso, tenendo presente che nella sola provincia autonoma di Trento (che si cita in virtù della più lunga serie storica di dati) ogni anno vengono depositate più di 600 denunce per condotte riconducibili a violenza domestica e di
genere. Nel 2017 erano presenti solo 59 programmi in tutto il territorio nazionale.

La prevenzione della violenza 

Gli obiettivi indicati del lavoro trattamentale sugli uomini autori di violenza sono riassumibili come segue: a) interrompere l’escalation di violenza già dai primi « comportamenti spia di violenza; b) sanzionare in modo conforme al principio costituzionale di tendenziale rieducazione del condannato; c) ridurre l’alto tasso di recidiva tra gli autori di comportamenti violenti.

La prevenzione della violenza nelle relazioni domestiche e di genere, che costituisce la finalità principale dei percorsi trattamentali sugli uomini autori, è volta a promuovere e conservare modalità relazionali positive e non violente ed evitare l’insorgenza di fenomeni di maltrattamento.

Il percorso prevede l’analisi dei tre ambiti relazionali:

– le relazioni affettive, ossia relazioni di coppia e familiari; – la sessualità, sia sul piano delle esperienze che delle fantasie sessuali;

– l’identità, ossia il modo in cui si vivono e interpretano i diversi livelli identitari (l’identità di genere, l’essere figlio, padre, cittadino, lavoratore, eccetera)

Poi seguono tre livelli con le relative azioni: la prevenzione primaria, secondaria e terziaria.

La prevenzione primaria riguarda interventi atti al mantenimento di uno stato di benessere e di assenza di situazioni di violenza o a una sua promozione;
la prevenzione secondaria consiste in interventi rivolti a situazioni in cui la violenza è in uno stato di potenzialità, oppure alle prime fasi del processo di escalation;
la prevenzione terziaria, infine, riguarda interventi volti a contrastare la violenza in atto e ad evitare in particolar modo ulteriori gradi di escalation di comportamenti lesivi oppure casi di recidiva della condotta di maltrattamento.

I programmi per uomini autori di violenza sono parte di un sistema più ampio d’intervento e dovrebbero essere sempre integrati con le reti territoriali e interistituzionali di contrasto alla violenza sulle donne.

 

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