Il dramma dei bambini soldato

Il 12 febbraio, ogni anno, si celebra la Giornata Internazionale contro l’uso dei bambini soldato.  In questa stessa data nel 2002 è entrato in vigore il Protocollo opzionale della Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, concernente il coinvolgimento dei minori nei conflitti armati.

 

I bambini soldato

Per “bambino soldato” si intende qualsiasi persona minore di 18 anni, reclutata o utilizzata da una forza armata o da un gruppo armato. I minori vengono violentati, manipolati  e rapiti per combattere e essere utilizzati come spie, messaggeri, cuochi, e assistenti del capo.

Secondo il rapporto del Segretario Generale su infanzia e conflitti armati nel 2019 sono stati circa 7.750 i bambini reclutati e utilizzati da forze e gruppi armati, alcuni persino di 6 anni. Anche se inferiore rispetto al 2018, questo dato è ancora preoccupante.
Sono 18 i Paesi nei quali, dal 2016 ad oggi, è stato documentato l’impiego di bambini soldato in conflitti armati: Afghanistan, Camerun, Colombia, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo, India, Iraq, Mali, Myanmar, Nigeria, Libia, Filippine, Pakistan, Somalia, Sudan, Sud Sudan, Siria e Yemen.   Il 40% dei minori arruolati sono bambine. 

La pandemia sta aggravando ulteriormente la situazione. La povertà e la mancanza di cibo spingono al reclutamento e all’uso dei bambini da parte delle forze armate e dei gruppi armati.

Il progetto di Intersos per reintegrare i bambini soldato

Intersos con l’aiuto di Unicef conduce un progetto di reintegrazione di ex bambini soldato in Africa, nello specifico in Repubblica Centrafricana, uno dei paesi più colpiti da questo fenomeno, dove i bambini sono usati da tutti principali attori del conflitto interno in corso dal 2013 e dove il fenomeno ha ormai assunto i contorni di un’emergenza umanitaria.  Nel 2020 l’organizzazione no profit ha preso in carico 214 ex bambini soldato liberati dai gruppi armati e ad oggi 180 di loro stanno completando il percorso di reinserimento sociale e lavorativo.

Il reinserimento dei bambini soldato avviene in due fasi. Nella prima il minore viene accolto in un posto sicuro, dove ha accesso alle cure mediche e al supporto psicologico emozionale. Nella seconda fase viene ricongiunto con la famiglia o affidato a dei tutor.

Se i minori hanno meno di 15 anni si favorisce il loro reinserimento nel sistema scolastico.
Se, invece, hanno più di 15 anni e non sono intenzionati a intraprendere un percorso scolastico, vengono coinvolti in attività formative volte a imparare un mestiere e ad agevolare l’inserimento lavorativo.
Il programma inoltre pone una particolare attenzione anche alle bambine e ragazze, spesso vittime di abusi e che necessitano di cure psico-fisiche.