La Francia condannata per inazione climatica.

Lo scorso 3 febbraio il Tribunale amministrativo di Parigi ha riconosciuto le responsabilità dello Stato francese per le sue carenze nel contrasto del riscaldamento globale. Per gli attivisti si tratta di una sentenza storica.

La causa contro lo Stato francese risale al 2018 , quando quattro ong ambientaliste Oxfam, Fondazione Nicolas Hulot e Notre Affaire à tous, raccolsero più di 2 milioni 300 mila firme nella petizione “Affaire du siècle”, per chiedere al governo di  rispettare gli impegni sulla riduzione dei gas serra. In poche settimane diventò la petizione online più firmata, ponendo al centro del dibattito pubblico la crisi climatica.

Nel marzo 2019, le associazioni  non soddisfatte della risposta del governo, presentarono un ricorso presso il giudice amministrativo per stabilire il fallimento dello Stato francese nella lotta al cambiamento climatico.

La sentenza

Con la sentenza rilasciata il 3 febbraio 2021, il Tribunale amministrativo di Parigi ha riconosciuto la responsabilità dello Stato francese nella gestione della questione climatica, constatando la carenza delle autorità pubbliche e l’illegalità del mancato rispetto degli impegni adottati per ridurre le emissioni di gas a effetto serra.

Il tribunale ha ritenuto che il mancato rispetto da parte dello Stato francese degli impegni in materia climatica, ostacola il perseguimento della difesa dei diritti e degli interessi collettivi. Pertanto la giurisdizione amministrativa ha ordinato allo Stato di versare alle ong che lo hanno chiamato in causa, la cifra simbolica di un euro, come risarcimento del danno subito.

Inoltre in primavera i giudici potranno pronunciare un’ingiunzione per ordinare allo Stato francese di adottare le misure per ridurre le emissioni di gas serra.

La decisione odierna è una vittoria storica per chi si batte per il futuro del pianeta. Per la prima volta, un tribunale francese ha stabilito che lo Stato può essere ritenuto responsabile degli impegni assunti per affrontare la crisi climatica. – ha detto Elisa Bacciotti, responsabile campagne di Oxfam Italia – Tutto questo costituisce un importante precedente legale che potrà essere usato da milioni di persone in tutto il mondo, colpite dalla crisi climatica, per difendere i propri diritti. E allo stesso tempo sarà uno stimolo per tutti i Paesi del mondo, perché traducano le promesse in azioni concrete”.

Il caso dell’Olanda

Il caso della Francia non è l’unico. Nel 2019 la Corte suprema olandese condannò l’Olanda per non aver fatto abbastanza per mitigare i cambiamenti climatici obbligandola a ridurre le emissioni inquinanti. In questa sentenza storica, per la prima volta,  fu  invocato lo stretto legame tra ambiente e diritti umani.

La causa era stata intentata dalla Ong Urgenda nel 2013 a nome di 866 cittadini. Nel 2015 il tribunale distrettuale dell’Aja stabilì una riduzione delle emissioni di gas serra fino al 25% entro la fine del 2020. A questa sentenza seguì nel 2018 un ricorso da parte dello Stato, poi rigettato.

In quell’occasione la Corte constatò l’incapacità del governo olandese di assumersi la responsabilità della crisi climatica e la violazione dei suoi obblighi ai sensi della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. 

 

Fonte: Twitter Affaire du Siècle