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  • Governo, il discorso di Mario Draghi: dalla lotta alla pandemia al Recovery Plan

    Governo, il discorso di Mario Draghi: dalla lotta alla pandemia al Recovery Plan

    Dopo il giuramento di sabato scorso, il governo Draghi è giunto al Senato per la fiducia. Giovedì sarà alla Camera.  Il discorso programmatico di Draghi, durato circa 50 minuti, ha toccato tutti i punti: lotta alla pandemia, crisi economica, ambiente,  scuola, sanità,  giovani,  parità di genere, Recovery Plan che include anche le riforme e  politica estera con un’impronta europeista e atlantista.

    Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha esordito  definendo il suo Esecutivo “governo del paese” con uno spirito repubblicano, richiamando tutte le forze politiche all’unità e alla responsabilità.

    Ha ringraziato il suo predecessore Giuseppe Conte e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella per l’incarico.

    Lotta alla pandemia: vaccini

    La prima sfida è ottenere una quantità sufficiente di vaccini per poterli distribuire in modo rapido ed efficiente. E’ necessario mobilitare tutte le forze, ricorrendo alla protezione civile, alle forze armate, ai tanti volontari, e renderli disponibili in tutte le strutture  pubbliche e private. La velocità è fondamentale non solo per proteggere gli individui, ma anche per ridurre la possibilità che sorgano altre varianti.

    Riforma della sanità

    In base all’esperienza dei mesi passati per il governo è  fondamentale aprire un confronto per riformare la sanità. Il punto importante è rafforzare la sanità territoriale con una rete di servizi. E’ questa per il governo la modalità per rendere più accessibili e vicini i servizi sanitari.  “La  casa come principale luogo di cura è oggi possibile con la telemedicina, con l’assistenza domiciliare integrata”- ha aggiunto Draghi.

    Scuola

    Occorre tornare rapidamente a un orario scolastico normale, ma bisogna fare il possibile per recuperare le ore di didattica in presenza, soprattutto nel Mezzogiorno. Dovrà essere rivisto il disegno del percorso scolastico annuale. E poi ha aggiunto che il ritorno a scuola dovrà avvenire in sicurezza.

    E’ fondamentale investire nella formazione del personale docente per allineare l’offerta educativa alla domanda delle nuove generazioni.

    Particolare attenzione sarà data agli istituti tecnici. In Francia e in Germania sono i pilastri del sistema educativo. E’ stimato in circa 3 milioni, il fabbisogno di risorse umane formate in digitale e ambiente per  il quinquennio 2019-23.

    Per quanto riguarda l’università va adeguata al mondo del lavoro. E allo stesso tempo è necessario investire in ricerca  e formazione.

    Ambiente

    La salvaguardia dell’ambiente va conciliata con il progresso e il benessere sociale. Questo richiede un nuovo approccio basato sulla digitalizzazione,  agricoltura, salute, energia, aerospazio, cloud computing, scuole ed educazione, protezione dei territori , biodiversità, riscaldamento globale ed effetto serra. Questo richiede un cambio di alcuni modelli di sviluppo, non compatibili con l’esigenze attuali.

    Lavoro, parità di genere e Mezzogiorno

    Il governo dovrà tutelare tutti i lavoratori , ma sarebbe un errore proteggere indifferentemente  tutte le attività produttive. Il ruolo difficile di politica economica sarà quello di decidere su quali attività proteggere e quali accompagnare nel cambiamento.

    A pagare il duro prezzo di questa crisi economica sono le donne, i giovani e i lavoratori autonomi. Ed è su questo che il governo appronterà una strategia di sostegno.

    Per Draghi centrali sono le politiche attive del lavoro. Per renderle immediatamente efficaci si necessità di migliorare gli strumenti esistenti, come l’assegno di riallocazione, rafforzando le politiche di formazione dei lavoratori occupati e disoccupati. Vanno anche rafforzate le dotazioni di personale e digitali dei centri per l’impiego in accordo con le regioni.

    Per quanto concerne le donne, le più penalizzate in questa pandemia, il governo intende puntare a un riequilibrio del gap salariale e un sistema di welfare che permetta alle donne di dedicare alla loro carriera le stesse energie dei loro colleghi uomini, superando la scelta tra famiglia o lavoro.

    Aumentare l’occupazione, in primis femminile, è un obiettivo imprescindibile, ma affinchè avvenga occorre  sicurezza, legalità  per attrarre investimenti nazionali e internazionali, soprattutto nel Mezzogiorno.

    Infrastrutture

    Draghi ha parlato di investire sulla preparazione tecnica, legale ed economica dei funzionari pubblici. Una particolare attenzione va alla manutenzione delle opere e nella tutela del territorio. Il settore privato dovrà partecipare alla realizzazione degli investimenti pubblici, apportando non solo finanza, ma anche tecnologie e intelligenza artificiale.

    Next Generation Eu

    Il precedente governo ha già fatto un importante lavoro sul Programma di ripresa e resilienza, ma occorre approfondire e completare il lavoro in vista della scadenza che è fissata per la fine del mese di aprile.

    Per Draghi dovranno essere rafforzati gli obiettivi strategici e le riforme. Nello specifico  riguarderanno la produzione di energia da fonti rinnovabili, l’inquinamento dell’aria e delle acque, la rete ferroviaria veloce, le reti di distribuzione dell’energia per i veicoli a propulsione elettrica, la produzione e distribuzione di idrogeno, la digitalizzazione, la banda larga e le reti di comunicazione 5G.

    Per quanto riguarda la governance  del Programma di ripresa e resilienza ha sottolineato che è incardinata nel ministero dell’Economia e delle Finanze, insieme agli altri ministeri competenti. Mentre il Parlamento verrà costantemente informato sia sulle politiche di settore che le riforme.

    Riforma del fisco

    La riforma del fisco sarà affidata ai tecnici. In questa prospettiva deve essere studiata una revisione profonda dell’Irpef con il duplice obiettivo di semplificare e razionalizzare la struttura del prelievo, riducendo gradualmente il carico fiscale e preservando la progressività. In funzione di questi obiettivi ci deve essere una lotta all’evasione fiscale.

    Riforma della Pubblica Amministrazione

    La prima urgenza da affrontare è lo smaltimento dell’arretrato accumulato durante la pandemia. Agli uffici verrà chiesto di predisporre un piano di smaltimento dell’arretrato e comunicarlo ai cittadini.

    La riforma si basa su due punti: investimenti in connettività con anche la realizzazione di piattaforme efficienti e di facile utilizzo da parte dei cittadini; aggiornamento continuo delle competenze dei dipendenti pubblici,  e snellimento delle assunzioni.

    Riforma della giustizia

    Occorre aumentare l’efficienza del sistema civile, favorendo l’applicazione dei decreti di riforma in materia di insolvenza, garantendo un funzionamento più efficiente dei tribunali, favorendo lo smaltimento dell’arretrato e una migliore gestione dei carichi di lavoro, adottando norme procedurali più semplici, coprendo i posti vacanti del personale amministrativo, riducendo le differenze che sussistono nella gestione dei casi da tribunale a tribunale e infine favorendo la repressione della corruzione.

    Politica estera

    Il governo Draghi è europeista e atlantista. Resta forte l’attenzione verso i Balcani, il Mediterraneo, in particolare alla Libia, al Mediterraneo orientale e all’Africa.

    L’Italia dovrà rafforzare il rapporto strategico e imprescindibile con Francia e Germania. Ma consoliderà anche la collaborazione con gli Stati con i quali l’Italia è accomunata da sensibilità mediterranea e questioni ambientali e migratori.

    In merito ai rimpatri Draghi ha dichiarato :” Altra sfida sarà il negoziato sul nuovo Patto per le migrazioni e l’asilo, nel quale perseguiremo un deciso rafforzamento dell’equilibrio tra responsabilità dei Paesi di primo ingresso e solidarietà effettiva. Cruciale sarà anche la costruzione di una politica europea dei rimpatri dei non aventi diritto alla protezione internazionale, accanto al pieno rispetto dei diritti dei rifugiati“.

    Per quanto riguarda la collaborazione con gli Stati Uniti, il presidente del Consiglio si dice fiducioso sul rafforzamento dei rapporti.

    Conclusione

    Draghi ha concluso il suo discorso lanciando  un appello alla responsabilità e all’unità. Quest’ultima però non è un’opzione, ma un dovere. Quel dovere che guida e unisce tutti: l’amore per l’Italia.

    Il voto di fiducia è atteso per le 23 di stasera.


  • Oxfam Italia: l’Italia non è un Paese per giovani

    Oxfam Italia: l’Italia non è un Paese per giovani

    Un capitolo del rapporto Oxfam Italia intitolato “Disuguitalia 2020“, è dedicato ai giovani.

    I giovani entrati nel mondo del lavoro in questi dieci anni, percepiscono un reddito più basso, se paragonato ai redditi che percepivano i loro genitori all’epoca dell’ ingresso nel mondo del lavoro.
    Questo tipo di performace è attribuibile alla bassa crescita economica e poco inclusiva.

    1 giovane su 10 in età tra i 18- 34 anni viveva nel 2018 in povertà assoluta

    La ridotta intensità del lavoro e le basse retribuzioni hanno portato al fenomeno della povertà lavorativa, soprattutto tra i giovani.
    Oxfam evidenza che nel 2018, 1 giovane su 10 in età tra i 18 e 34 anni viveva in povertà assoluta, un aumento di circa 6 punti rispetto al 2009.
    Nel 2018 il 13% degli occupati tra i 18- 24 anni e tra i 25-29 anni era un working poor. Questi dati purtroppo sono destinati ad aumentare se non si attuano politiche in grado di abbattere queste gravissime distorsioni.

    Da un punto di vista reddituale il trend delle retribuzioni che riguardano i più giovani di età 18- 29 anni mostra una costante riduzione più marcato rispetto alle altre classi di età.

    In Italia è forte l’influenza familiare per il successo occupazionale dei figli

    L’Italia è uno dei Paesi dove la mobilità integenerazionale è la più bassa a livello internazionale. La mobilità integenerazionale basata sul reddito da lavoro tende ad essere debole nei Paesi dove vi sono disuguaglianze di reddito più marcate. E’ il caso dell’italia, Usa e della Gran Bretagna. 

    Inoltre, un quadro che viene dato da un recente studio, emerge un’Italia a bassa mobilità integenerazionale di ricchezza. In altre parole, i figli delle famiglie più povere tendono ad avere un profilo patrimoniale più basso, mentre i figli dei ricchi mantengono lo stesso profilo patrimoniale ricco e il 58% raggiunge anche livelli molto alti. Questo dimostra che vi è un ascensore generazionale bloccato  per le classi più povere. 

    Le nuove analisi sulla persistenza generazionale sui redditi da lavoro in Italia, attribuiscono al fattore istruzione un peso minore. In particolare l’Italia si colloca tra i Paesi in cui vi è una forte correlazione tra le origini familiari e le retribuzioni lorde dei figli, a parità di titolo di studio conseguito. Questo significa che il peso delle famiglie influisce fortemente sul futuro lavorativo del figlio. 

    In Italia, ad esempio, in media, il figlio di un dirigente ha, a parità di istruzione, un reddito netto annuo
    superiore del 17% rispetto a quello percepito dal figlio di un impiegato.

    La relazione Disuguitalia 2020 di Oxfam Italia la trovate qui