All’Italia serve una legge sul lobbying

Ogni giorno parlamentari, ministri, sindaci, consiglieri, assessori, presidenti di regione e funzionari pubblici prendono decisioni che inevitabilmente impattano sulla vita dei cittadini.
Ma come vengono prese queste decisioni?  Chi ascoltano?
Secondo l’associazione The Good Lobby, in Italia non sappiamo chi contribuisce a influenzare le decisioni pubbliche.

In Italia manca una legge sul lobbying

Il lobbying, sottolinea l’associazione, è un’attività democratica svolta da gruppi molto diversi tra loro ( organizzazioni non-profit, grandi aziende, associazioni di categoria, ecc.) con l’intenzione di influenzare una politica pubblica in discussione in Parlamento o in un ministero.
Ma in Italia il processo di influenza sulle decisioni pubbliche si presenta opaco e non regolamentato. Di conseguenza la mancanza di trasparenza potrebbe far prevalere gli interessi di pochi sull’intera collettività.

L’associazione The Good Lobby nella petizione online propone una serie di strumenti per regolamentare le lobby: l’istituzione di un registro pubblico obbligatorio per i lobbisti, un’agenda pubblica degli incontri, sanzioni e consultazioni pubbliche. 

I ministeri più “virtuosi”

Secondo il rapporto, solo 3 ministeri su 18 hanno il registro o le agende, ma i dati spesso non sono aggiornati e le informazioni sono incomplete.

Il ministero più “virtuoso” è quello dello Sviluppo Economico.
Il  Registro della trasparenza e le agende degli incontri  furono introdotti nel 2016 dal Ministro Carlo Calenda e mantenuti poi dai suoi successori. Ma i dati degli incontri non vengono aggiornati da febbraio 2021.

Al secondo posto c’è il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, anche se i dati vengono aggiornati sporadicamente.

Mentre il ministero della Transizione Ecologica predispone di una mappatura di tutti gli incontri con i portatori di interessi, ma purtroppo è di difficile consultabilità.

Il resto dei ministeri hanno provveduto ad eliminare i registri e le agende, non hanno più aggiornato e altri addirittura non ne sono stati mai in possesso.