Nazioni Unite, passa la risoluzione che “limita” il potere di veto dei 5 membri permanenti del Consiglio di Sicurezza

L’Assemblea Generale della Nazioni Unite ha adottato per consenso la risoluzione che richiede ai cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza di giustificare l’utilizzo del veto. Il testo della risoluzione è stata presentata dal Liechtenstein e co-sponsorizzata dagli Stati Uniti, Regno Unito e Francia con il resto del paesi membri Ue. Non è stato condiviso dalla Russia e Cina.
Dalla nascita delle Nazioni Unite, il veto  e’ stato impiegato 143 volte da Mosca, 86 volte dagli Usa, 30 volte dalla Gran Bretagna e 18 volte da Cina e Francia. La Francia, che l’ha usato per l’ultima volta nel 1989, nel 2013 aveva proposto che i membri permanenti ne limitassero l’uso in caso di atrocita’ di massa, ma l’iniziativa, che aveva ricevuto un centinaio di sostegni, si era arenata al Palazzo di Vetro.

Il Consiglio di Sicurezza e il diritto di veto 

L’articolo 23 della Carta NU stabilisce: “I membri del Consiglio di Sicurezza si compone di 15 membri delle Nazioni Unite. La Cina, la Francia, la Russia, Regno Unito, e Stati Uniti sono membri permanenti. L’Assemble generale elegge 10 altri membri non permanenti del Consiglio di Sicurezza, avendo speciale riguardo, in primo luogo, al contributo dei membri delle Nazioni Unite al mantenimento della pace ed della sicurezza internazionale ed agli altri fini dell’Organizzazione, ed inoltre ad un’equa distribuzione geografica. I membri non permanenti sono eletti per un periodo di due anni…Ogi membro del Consiglio di Sicurezza h un rappresentante nel Consiglio“.

Per quanto concerne la procedura di voto si occupa l’articolo 27 che riproduce la formula di Yalta e sancisce il diritto di veto. Secondo l’articolo 27-1 :” Ogni membro del Consiglio di Sicurezza dispone di un voto. Le decisioni del Consiglio di Sicurezza su questioni di procedura sono prese con un voto favorevole di nove membri nei quali siano compresi i voti del membri permanenti; tuttavia, nelle decisioni previste dal cap VI e dal par. 3 dell’art. 52, un membro che sia parte in una controversia deve astenersi dal voto“.

Cosa prevede la risoluzione

La risoluzione, la cui adozione e’ stata accolta dagli applausi dell’aula, prevede un meccanismo in base al quale, entro dieci giorni dall’uso del veto da parte di uno dei cosiddetti ‘Grandi 5’, venga convocata una riunione del’Assemblea in cui lo stato in questione possa rendere conto della sua azione spiegando alla membership quali sono state le sue ragioni.

La risoluzione si è resa necessaria per un utilizzo eccessivo del veto, senza che esistano gli interessi vitali di un Paese. Il Liechtenstein aveva inizialmente messo in calendario la proposta nel marzo 2020 ma l’iniziativa non era decollata quando i lavori dell’Onu erano stati sospesi a causa del Covid. L’apparente paralisi del Consiglio davanti all’invasione russa dell’Ucraina ha contribuito nelle ultime settimane a  costruire sostegno attorno alla proposta.

“Questa risoluzione e l’enorme sostegno ricevuto da parte degli stati membri inviano un messaggio inequivocabile: non è più possibile che gli stati membri del Consiglio di sicurezza si sottraggano alle loro responsabilità per aver abusato del loro potere di veto. Non possono più semplicemente alzare la mano e bloccare misure che avrebbero potuto salvare vite umane senza aspettarsi alcuna recriminazione” ha dichiarato Agnés Callamard, segretaria generale di Amnesty International.

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