Olanda, Shell condannata per inazione climatica

Mercoledì 26 maggio la Corte Distrettuale dell’Aia (tribunale olandese di primo grado) ha stabilito che Shell è responsabile di aver danneggiato il clima. Per il tribunale le eccessive emissioni di CO2 rappresentano un pericolo e un rischio per i cittadini olandesi e per le generazioni presenti e future.

Per la prima volta  una multinazionale di idrocarburi viene condannata da un giudice a perseguire una riduzione puntale dell’emissioni di CO2 . Shell quindi deve ridurre le sue emissioni del 45% nel 2030, in linea con l’obiettivo di mantenere l’aumento medio della temperatura globale entro 1.5°C

La causa è stata intentata nel 2018 su iniziativa di Milieudefensie, l’organizzazione di difesa dell’ambiente con sede nei Paesi Bassi. Secondo il Carbon Majors Database, tra il 1988 e 2015,  Shell si è classificata al 9^ posto tra le multinazionali responsabili  per il rilascio di emissioni di gas serra in atmosfera. Inoltre, la multinazionale è responsabile dell’1% delle emissioni di gas serra generate ogni anno. Si tratta di una cifra elevata se pensiamo che è fatta da una sola azienda privata.

Giudizio Universale scrive che la decisione del tribunale olandese ha tutte le carte per una rivoluzione giuridica che difficilmente verrà limitata ai confini olandesi. In Francia, per esempio, l’associazione Notre Affaire à Tous, è attualmente impegnata in una causa con la Total, accusata di non fare la propria parte per mitigare la crisi climatica.

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Immagine di copertina: Milieudefensie