Uganda, la lotta di 52 madri adolescenti e ragazze in gravidanza per il diritto all’educazione

In Uganda, un gruppo di 52 madri adolescenti e ragazze incinte, ha iniziato un’azione collettiva per chiedere il  ritorno all’apprendimento.
In particolare le ragazze  hanno chiesto delle condizioni migliori per poter ritornare a scuola, tra cui  spazi a misura di bambino per far giocare i loro figli mentre studiano, assistenza all’infanzia e  materiale scolastico come libri e penne.
Save the Children ha sostenuto le ragazze nelle loro richieste, consentendo loro di tornare a studiare in un ambiente sicuro e di assumere il controllo del proprio futuro.

I tassi di fertilità in Africa sono i più alti nel mondo

Solo in Uganda ogni donna ha in media 6 figli e il 15% partorisce il primo figlio tra i 15 e i 19 anni. Più di 1 donna su 5 di età compresa tra i 15 e i 49 anni ha subito un qualche tipo di violenza sessuale nel corso della sua vita e molte delle violenze sono consumate in ambiente domestico, soprattutto in aree rurali dove il tasso di scolarizzazione è basso.
Le violenze di genere possono essere devastanti, perchè spesso le ragazze si trovano ad affrontare gravidanze indesiderate con conseguenti aborti non sicuri, mettendo a rischio la propria vita.
Secondo le proiezioni delle Nazioni Unite, se il tasso di fertilità rimarrà costante, si prevede che nel 2050 la popolazione mondiale sarà di 10,6 miliardi e, a tendenza inalterata, nel 2100 arriverà a 15,8 miliardi.

Alle gravidanze precoci e indesiderate si aggiunge la questione sociale. Le ragazze quando rimangono incinte, spesso abbandonano la scuola, poiché le linee guida del governo richiedono loro di ritirarsi tre mesi dopo l’inizio della gravidanza fino a sei mesi dopo il parto. Ma per molte di loro il ritorno è molto difficoltoso  per mancanza di mezzi finanziari e di assistenza all’infanzia.

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